Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:19

Niente ticket. Si allarga la protesta contro i buoni pasto

Dopo la serrata di bar e ristoranti nei giorni scorsi, domani lo sciopero del ticket investirà supermercati e ipermercati che non accetteranno dai clienti i tagliandi offerti al posto del denaro
ROMA - La guerra dei buoni pasti si allarga. Dopo la serrata di bar e ristoranti nei giorni scorsi, domani lo sciopero del ticket investirà supermercati e ipermercati che non accetteranno dai clienti i tagliandi offerti al posto del denaro.
La protesta contro l'aumento delle commissioni da parti delle società emettitrici insomma si allarga e con essa i disagi dei lavoratori che non potranno utilizzare alla casse della grande distribuzione i ticket distribuiti dai datori di lavoro ai propri dipendenti in sostituzione del servizio mensa. Ciò mentre il governo auspica l'avvio di un'indagine dell'Antitrust su un sospetto cartello tra le società emettitrici che impongono condizioni capestro agli esercenti.

La Federdistribuzione, associazione dei super e ipermercati aderente a Confcommercio, si affianca così alle proteste della Fipe nella battaglia dei buoni pasto. Una comunanza di lotta apprezzata da Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio. «Apprendiamo con grande soddisfazione - afferma - la decisione da parte della Federdistribuzione di calcare le orme di baristi e ristoratori non accettando domani il pagamento in buoni pasto». A fianco dei protagonisti della serrata era sceso nei giorni scorsi lo stesso ministro dell'Economia, che aveva definito i ticket «un problemone» per chi ci lavora, parlando di asimmetria tra le grandi società che emettono i buoni pasto e i piccoli esercenti. Tuttavia, «dopo la lettera inviata dal ministro Siniscalco al presidente della Confcommercio Sergio Billè, nulla si è ancora mosso da parte della politica per risolvere la situazione» osserva Sommariva che si chiede «che fine ha fatto l'articolo che l'onorevole Crosetto si era impegnato a inserire nel disegno di legge sulla competitività in approvazione alla Camera? Mi piacerebbe proprio sapere se sono sopraggiunti degli impedimenti».

Ma il governo è seriamente intenzionato a intervenire, ha assicurato il ministro Carlo Giovanardi e ritiene «auspicabile ed assolutamente necessaria un'istruttoria dell'Antitrust per indagare su eventuali intese» fra le società emettitrici dei buoni pasto «al fine di disincentivare eventuali comportamenti fraudolenti» ha detto Giovanardi durante un question time. La questione dei buoni pasto, ha anzi aggiunto il ministro per i rapporti con il Parlamento «come penso stia già avvenendo, è materia trattabile nel decreto competitività, dove può trovare accoglienza un emendamento che godrà dell'appoggio del Governo, che sulle indicazioni date dal ministro dell'Economia ponga un margine, un freno, una soluzione ai problemi sollevati».
Un'asimmetria, quella tra società dei buoni pasto e i piccoli esercenti, che si riverbera non soltanto sulla determinazione delle commissioni ma anche sui tempi di pagamento e che va corretta in fretta. Anche perchè il popolo dei ticket-restaurant che quotidianamente si riversa in bar, ristoranti, pizzerie, fast food nella pausa pranzo, conta più di due milioni di unità, ed è raddoppiato negli ultimi 5 anni generando un giro d'affari di oltre 2 miliardi di euro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione