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«Meno Stato e meno tasse»

Lo ha detto il ministro dell'Economia Siniscalco spiegando che questo vuol dire «affrontare i temi che da anni si dice che l'Italia deve affrontare: più semplificazione, più liberalizzazione, più concorrenza nel mercato dei prodotti»
ALBA (CUNEO) - «Da settembre siamo tutti orientati a fare interventi ed una finanziaria nella direzione della crescita». Lo ha detto il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco spiegando che questo vuol dire «affrontare i temi che da anni si dice che l'Italia deve affrontare: più semplificazione, più liberalizzazione, più concorrenza nel mercato dei prodotti. E quindi un sistema economico con maggiore libertà di impresa, maggiormente dotato di infrastrutture materiale e immateriali come educazione, tecnologia e così via. Un sistema economico con meno stato e meno tasse». «Il rapporto di Fitch - ha detto Siniscalco riferendosi alla revisione dell'Outlook annunciata oggi - pone giustamente tutta l'enfasi sulla crescita. Senza crescita non c'è ovviamente facilità di tenere le finanze pubbliche in equilibrio: con crescita zero come quella che ci attendiamo quest'anno, i problemi ovviamente ci sono. Non lo dice solo Fitch ma anche noi».

«Per tornare a crescere ci vogliono meno tasse, meno sommerso, meno evasione», ha continuato Siniscalco e ha aggiunto: «l'Irap la faremo, sulle tasse siamo già scesi due punti percentuali sul Pil e dobbiamo continuare a scendere perchè non cresce uno stato con il 42% di pressione fiscale. Ridurre la spesa pubblica non vuol dire tagliare sanità e pensioni ma affrontare quell'enorme apparato burocratico che ancora esiste».

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