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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:39

I lucani meno tartassati dall'Ici, di più i liguri

E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre. Seguono i valdostani con 258,31 euro e al terzo posto troviamo i laziali con 255,73 euro pro capite. La media nazionale è di 170,15 euro, in Basilicata 76,56
VENEZIA - Con un valore pro capite riferito al 2004 di 289,98 euro, sono i liguri i più tartassati d'Italia dall'Ici. E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre. Seguono i valdostani con 258,31 euro e al terzo posto troviamo i laziali con 255,73 euro pro capite.
I meno «vessati» dall'Ici sono i calabresi che versano nelle casse dei loro rispettivi comuni mediamente solo 69,49 euro. La media nazionale è di 170,15 euro.
L'incidenza percentuale sul totale delle entrate correnti vede, invece, primeggiare l'Emilia Romagna (27,3%), i cui comuni fanno dell'Ici la principale fonte di gettito. Segue il Lazio (24,9%) e la Liguria (24,8%). La media nazionale si attesta sul 19,7%. Infine la regione che ha registrato la variazione più marcata tra il 2004 rispetto al 2003 è stata l'Abruzzo (+7,9%). Al secondo posto il Molise (+5,7%) e al terzo posto la Valle d'Aosta (+5,2%). Il dato media nazionale è stato del +1,7%.

«Non bisogna dimenticare, ad esempio, che l'Ici può essere applicata con un'aliquota inferiore al 4 per mille nei confronti di proprietari che eseguono interventi volti al recupero di unità immobiliari inagibili - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre - mentre i comuni ad alta tensione abitativa possono prevedere delle aliquote superiori di due punti al limite massimo fissato per legge che è pari al 7 per mille». Questo avviene per quelle abitazioni che intenzionalmente vengano mantenute sfitte da almeno due anni. Al tempo stesso possono essere applicate aliquote più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione gli immobili a titolo di abitazione principale aderendo ad accordi locali tra le organizzazioni dei proprietari e quelle dei conduttori.

«Più in generale - conclude Bortolussi - l'imposta comunale sugli immobili deve essere pagata non solo dai proprietari di fabbricati ad uso residenziale, commerciale o industriale ma anche dai possessori delle aree edificabili o di terreni agricoli nonchè dai titolari dei diritti reali di godimento sugli immobili sopra elencati e dai locatori in caso di locazione finanziaria. Infine, il pagamento dell'imposta spetta anche ai concessionari di aree demaniali. La scadenza del pagamento della prima rata deve avvenire entro il prossimo 30 giugno».

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