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Aumenta il costo dei biglietti ferroviari

Manca solo l'«ok» del Tesoro. Gli aumenti scatteranno dal 1° luglio e varieranno secondo le diverse tratte. Scenderanno i biglietti su quelle definite «a più alta sensibilità sociale»
ROMA - Da venerdì primo luglio aumentano i biglietti ferroviari. Alla decisione, attesa da tempo, manca solo, secondo quanto si apprende, il via libera formale del Tesoro che è atteso, salvo sorprese, tra oggi e domani. Gli aumenti varieranno secondo le diverse tratte e scenderanno i biglietti su quelle definite «a più alta sensibilità sociale», come, ma non solo, quelle dei pendolari. Gli aumenti non riguarderanno invece le tratte del trasporto regionale. I rincari maggiori saranno quelli degli Eurostar.
Lo stesso presidente e amministratore delegato delle Ferrovie, Elio Catania, è tornato oggi a parlare di rimodulazione tariffaria. Le Ferrovie, ha detto parlando a Moncalieri, hanno fatto presente al governo «che i tempi sono maturi per un ridisegno a scendere e a salire su alcune tratte del nostro paese». «Operiamo - ha spiegato - in piena fasatura con il governo e attendiamo indicazioni». Il nuovo menù tariffario che le Ferrovie stanno per varare in via ufficiale prevede una riorganizzazione con aumenti contenuti entro e non oltre il limite del price cap del 4,15%, con punte più alte, fino all'8%, sulle tratte più gettonate servite dagli Eurostar. Diversamente, sui collegamenti definiti «ad alta sensibilità sociale» come quelli pendolari, quelli serviti dai treni interregionali, treni notte e lunga percorrenza i ritocchi potrebbero essere all'ingiù. Sono svincolate invece le tariffe delle tratte regionale, governate queste dalle amministrazioni locali. I biglietti Fs sono fermi da 4 anni e sono tra i più bassi d' Europa, hanno continuato a ripetere i vertici dell'azienda ferroviaria. Il parere positivo del ministero delle Infrastrutture d'altra parte era già noto: lo stesso ministro Lunardi si è pronunciato in più occasioni favorevolmente sul nuovo piano tariffario delle Fs che dovrà però, ha detto Lunardi, tutelare i pendolari e le fasce più deboli, senza attuare aumenti in maniera indiscriminata.
Levata di scudi invece da parte di Adusbef e Federconsumatori che annunciano opposizione agli aumenti, ricorrendo al Tar. «Le famiglie italiane sono già colpite da una serie di aumenti a partire dal costo del petrolio. Inoltre all'orizzonte ci sono altri rincari che ci riguardano. Attendiamo che il governo dica no a questo aumento altrimenti ci rivolgeremo al Tar».

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