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Monta la protesta per i buoni pasto

Alla mobilitazione (indetta dalla Fipe, che conferma come la protesta partirà sul territorio nazionale da dopodomani, 22 giugno) aderisce anche la Fida
ROMA - Niente buoni pasto neanche negli alimentari, nei negozi di vicinato, nelle gastronomie e rosticcerie. Anche la Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell'alimentazione aderente a Confcommercio, ha deciso infatti di aderire alla protesta indetta dalla Fipe, che conferma come la protesta partirà sul territorio nazionale da dopodomani, 22 giugno.
Sui circa 40.000 negozi aderenti alla Fida, spiega l'associazione, sono oggi circa 24 mila gli esercizi commerciali del settore alimentare che accettano i buoni pasto e che dai prossimi giorni potrebbero dire no ai ticket.
«Anche la Fida ha da tempo sollevato presso il ministero e le competenti sedi parlamentari il problema della ricezione dei buoni pasto, ma senza aver avuto risposte - lamenta Lanfranco Morganti, presidente della Fida - I buoni pasto, infatti - sono oberati di commissioni che ricadono interamente sul commerciante, decurtando il valore di questo buono fino ad un 12%; ed inoltre il rimborso agli operatori da parte delle società emettitrici sta arrivando ad oltre 120 giorni dalla presentazione della fattura. Per questo motivo sono le stesse aziende associate e le nostre strutture provinciali a richiedere una forte azione sindacale».

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