Cerca

A Bari cresce l'inflazione del 2,2%

Secondo l'Istat, invece, a maggio il caro-vita è rimasto praticamente invariato a livello nazionale attestandosi ad una percentuale dell'1,9 per cento
ROMA - L'Istat lo conferma: a maggio l'inflazione è rimasta stabile per il quinto mese consecutivo. Secondo i dati forniti dall'Istat, la crescita dei prezzi al consumo è stata dell'1,9%, mentre rispetto al mese di aprile l'incremento è stato in media dello 0,3%. Ha contribuito al raffreddamento delle spinte inflazionistiche il settore dei prodotti alimentari, che segna una flessione su anno dello 0,2% (anche se su mese cresce ancora di un modesto 0,2%). Spingono sull'acceleratore, invece, i prezzi di beni e servizi e dei trasporti. E prosegue, in particolare, il volo della benzina: se a maggio è rincarata dello 0,8% rispetto al mese precedente, nel giro di un anno la 'verdè ha totalizzato un incremento dell'8,6%.
I dati confermati oggi dall'Istituto di statistica sono stati accolti ancora una volta con scetticismo dalle associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori contestano l'Istituto guidato da Luigi Biggeri e denunciano invece un carovita galoppante. A bocce ferme, se cioè l'indice dei prezzi al consumo rimanesse invariato fino alla fine dell'anno, secondo l'Istat il tasso di crescita dell'inflazione «acquisito» per il 2005 sarebbe dell'1,6%. Anche su questo dato le associazioni dei consumatori avanzano critiche: Adusbef e Federconsumatori sfidano l'istituto di statistica a «trovare un solo consumatore che creda alle sue favole statistiche di inflazione tendenziale contenuta al tasso dell'1,6% nel 2005».
A maggio, dunque, corrono più della media i prezzi dei trasporti: l'incremento è stato del 4,4% (dal 4,2% di aprile) su anno e dello 0,7% su mese. Oltre ai rincari della benzina, si registra un balzo in avanti per il gasolio che, pur diminuendo dell'1,1% rispetto al mese di aprile, comunque su anno ha incassato un incremento del 18,3%. Consumatori lancia in resta anche su questo fronte. Secondo il Codacons alla fine dell' anno le famiglie italiane dovranno sborsare 220 euro in più proprio a causa del caro-benzina. Ed è per questo, prosegue l'associazione guidata da Carlo Rienzi, che servono «interventi urgenti» da parte del Governo. Tipo una cabina di monitoraggio sull'andamento dei prezzi o controlli sulla doppia velocità nella discesa dei prezzi di greggio e benzina.
Ma non è solo la 'verdè a tirar su la media dell'inflazione del capitolo trasporti. Continua il rialzo dei prezzi delle auto, aumentati dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,7% nel confronto con lo stesso mese dell'anno scorso. In più è ripresa la corsa dei biglietti aerei, più cari rispetto al mese di aprile del 6,6%. Incremento che porta la crescita su anno fino al +16,2%. E allo sportello ci sono brutte sorprese per le tasche degli italiani: i servizi bancari sono cresciuti dello 0,7% rispetto ad aprile, un incremento che ha portato il tasso di incremento su base annuo dall'8,2% al 9%. Anche andare dall'avvocato o dal commercialista a maggio costa di più: i costi dei servizi prestati dai professionisti sono infatti cresciuti dal 13,9% al 14,3%.
Restano alte le tensioni al rialzo di interi settori come quello delle bevande alcoliche e tabacchi (+5,4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,5%). Tra i 20 capoluoghi di Regione, la palma della città dove i prezzi corrono di più spetta ad Aosta con un aumento del 3,1%. Seguono Torino (+2,5%), Venezia e Napoli (+2,3%) e Bari (+2,2%). Incrementi più modesti hanno connotato Firenze (+1,3%), Bologna e Cagliari (+1,5%), Milano e Palermo (+1,6%) e Roma (+1,7%).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400