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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:34

Benzina: in un anno rincari fino al 9,6%

Lo comunica l'Istat nell'ambito di un approfondimento sulla dinamica dei prezzi al consumo a maggio 2005. Per il gasolio si registra una diminuzione dell'1,1% rispetto ad aprile ed un aumento del 18,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente
Pompa di benzina
ROMA - A maggio il prezzo della benzina verde è salito dello 0,8% rispetto al mese precedente, un incremento che porta il tasso sui 12 mesi, cioè rispetto a maggio 2004, al +9,6%.
Lo comunica l'Istat nell'ambito di un approfondimento sulla dinamica dei prezzi al consumo a maggio 2005. Per il gasolio si registra una diminuzione dell'1,1% rispetto ad aprile ed un aumento del 18,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

CODACONS, IN UN ANNO STANGATA 220 EURO A FAMIGLIAIn un anno le famiglie italiane hanno speso «220 euro in più per il caro-benzina». E' quanto sottolineano i consumatori del Codacons commentando i dati Istat che mostrano nei dodici mesi un aumento del 9,6% della verde e del 18,3% per quanto riguarda il gasolio. Chiedendo al Governo «interventi urgenti nel settore dei carburanti», il Codacons ricorda - in una nota - che «il caro-carburanti incide pesantemente sull'inflazione: l'80% dei beni di largo consumo sono beni trasportati, il cui prezzo cresce all'aumentare dei prezzi alla pompa, con un'incidenza tra lo 0,3-0,4%».
Gli aumenti dei prezzi dei carburanti, in un anno, incideranno così - ribadisce - «sui bilanci delle famiglie, tra costi diretti e indiretti, per almeno 220 euro. Per questo chiediamo l'intervento urgente del Governo», aggiunge spiegando le richieste del Codacons: istituzione di «una cabina di monitoraggio per verificare l'andamento dei prezzi dei carburanti e la famosa doppia velocità, con sanzioni severe che puniscano gli speculatori e fungano da deterrente; una commissione parlamentare di inchiesta per monitorare il settore e colpire la speculazione dei petrolieri; la defiscalizzazione del prezzo dei carburanti attraverso l'eliminazione delle accise; l'apertura della vendita dei carburanti alla grande distribuzione, seguendo l'esempio francese, dove viene venduto il 60% dell'erogato a prezzi inferiori del 15% rispetto a quelli praticati dai grossi marchi petroliferi; la previsione di Benzacartellonì sulle autostrade, su cui segnalare i prezzi delle diverse compagnie e la distanza chilometrica delle rispettive stazioni di servizio». Va inoltre - conclude il Codacons - «accelerato il processo di modernizzazione della rete distributiva dei carburanti sullo stile di Francia e Germania, che determinerebbe un risparmio di 5-6 centesimi di euro al litro».

A NEW YORK PREZZI SOPRA I 55 DOLLARI IN ATTESA DEL VERTICE OPEC OPERATORI CONVINTI CHE UN RIALZO DELLA PRODUZIONE NON RAFFREDDERA' MERCATO
L'oro nero veleggia sul fronte dei rialzi sui mercati internazionali in attesa del meeting dei produttori Opec che si terrà oggi a Vienna. Gli investitori temono che la probabile decisione del cartello di aumentare il tetto produttivo ufficiale non riuscirà comunque a raffreddare il mercato, preoccupato per le scarse scorte di diesel e petrolio da riscaldamento.

Il contratto per le consegne di luglio, quotato al New York Mercantile Exchange (Nymex), veleggia in questo momento a 55,63 dollari al barile durante gli scambi elettronici. Stando alle previsioni, l'Opec dovrebbe alzare la quota produttiva nel meeting di oggi, ma molti analisti sono convinti che non verrà fatto nulla per aumentare le scorte di distillati in vista dell'inverno.

L'Opec dovrebbe alzare la produzione di 500.000 barili al giorno, o il 2%, portando così il suo tetto produttivo ufficiale a 28 milioni di barili al giorno, un livello che in realtà già già rispecchia la produzione reale. Il cartello potrebbe comunque lasciare aperta la porta ad un secondo rialzo se i prezzi rimarranno alti. Il presidente Opec, lo sceicco Ahmad al-Fahd al-Sabah, ha detto oggi che un buon numero di produttori è a favore di un secondo rialzo, a patto che i prezzi restino alti.

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