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Aumentano le lavoratrici, ma non al Sud

In base ai dati presentati al convegno "Pari opportunità e servizi per l'impiego", dal 1993 al 2004, le donne occupate hanno raggiunto quota 1,5 milioni. Di queste, oltre 1,2 milioni sono al Centronord e solo 182 mila al Sud
ROMA - In dieci anni, dal 1993 al 2004, le donne occupate sono quasi 1,5 milioni in più, a fronte di un aumento maschile di "sole" 223 mila unità. Ma rimane grande, nell'occupazione, la disparità fra di due sessi. Nel 2004, lavorano 13,6 milioni di uomini, contro quasi 9 milioni di donne. E a essere penalizzate sono, ancora una volta, le donne meridionali. Su quasi 1,5 milioni di nuove lavoratrici registrate in Italia, in dieci anni, oltre 1,2 milioni sono al Centronord e solo 182 mila al Sud. Sono alcuni dei dati presentati oggi al convegno "Pari opportunità e servizi per l'impiego", organizzato dal ministero del Welfare e cofinanziato dal Fondo sociale europeo. All'incontro sono intervenuti fra gli altri il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, e il direttore generale del Mercato del Lavoro del ministero del Welfare, Lea Battistoni.
Secondo la fotografia del lavoro femminile presentata da Linda Sabbaddini, direttore generale dell'Istat, le lavoratrici italiane sono sempre più impiegate e meno operaie, sempre più nei servizi e meno nell'industria, fanno orari atipici, aumentano nelle posizioni alte, ma anche nel part time nel tempo determinato. Infine, migliora la conciliazione tra famiglia e lavoro, ma più per una diversa strategia adottata dalle donne che non per l'apporto dato dal marito.
445 MILA SOTTOCCUPATE CON MENO 40 ORE SETTIMANA
Sono 445 mila, inoltre, le donne sottoccupate, che lavorano cioè meno di 40 ore a settimana. Il fenomeno della sottoccupazione femminile presenta punte massime in coincidenza di minori tassi di occupazione (cioè al Sud) ed è 'strutturalè rispetto a quello maschile. Negli ultimi tempi, però, l'Istat segnala un'inversione di tendenza per quanto riguarda l'andamento del lavoro delle donne. «Il contributo femminile -dice Sabbaddini- dato all'incremento dell'occupazione complessiva è, infatti, sempre più basso». In dieci anni, calano anche i disoccupati: 125 mila uomini e 142 mila donne senza lavoro in meno. Ma il tasso di disoccupazione rimane sempre a forte svantaggio delle donne: il 10,5% della popolazione femminile in età lavorativa non ha un lavoro, a fronte del 6,4% degli uomini.

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