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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:35

Conti pubblici, Siniscalco vuol dare battaglia a Bruxelles

Il ministro dell'Economia vorrebbe difendere la bontà della gestione della cosa pubblica e opporsi all'avvio di una procedura per deficit eccessivo, ribadendo il «no» a una nuova manovra
ROMA - Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, è pronto a dare battaglia a Bruxelles per difendere i conti pubblici italiani ed opporsi all'avvio di una procedura per deficit eccessivo. Un incontro col Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, è previsto a Lussemburgo proprio lunedì, quando ci sarà l'Eurogruppo che precede l'Ecofin del 7 giugno. Il ministro, intanto, ribadisce il suo fermo "no" all'ipotesi di una manovra bis.
Forte è stata l'irritazione del Tesoro per il rapporto degli esperti di Bruxelles, secondo cui Almunia si appresterebbe a proporre la procedura per deficit contro l'Italia. Il ministero di via XX Settembre ha giudicato «deplorevole» la fuga di notizie, spiegando come il documento sia stato redatto «unilateralmente» dagli uffici tecnici della Commissione.
In particolare, nel rapporto si accusa il nostro Paese di aver costruito i piani di bilancio su «stime troppo ottimistiche sulla crescita del Pil». Per questo - si legge nel documento - l'Italia «non rispetta il criterio del deficit nè quello del debito». E il deficit superiore al 3% sia nel 2003 che nel 2004 per gli esperti di Bruxelles non può essere considerato un fatto «eccezionale o temporaneo», bensì strutturale. Il Tesoro parla quindi di un rapporto i cui contenuti sono «non condivisibili e inaccettabili». Anche perchè - spiegano in via XX Settembre - «non prendono in considerazione misure ed interventi già adottati o chiariti dall'Italia». Tra questi ci potrebbe essere la riclassificazione dello scarto tra fabbisogno e indebitamento fatta pochi giorni fa dall'Istat, che ha alzato il deficit dello 0,1% portandolo al 3,2%. Inoltre, dal dicastero di via XX Settembre fanno notare come le previsioni di crescita che nel documento vengono definite «ottimistiche» siano state fatte sulla base delle previsioni di crescita della stessa Ue.
Per questo Siniscalco - fanno sapere sempre dal Tesoro - si opporrà in tutte le sedi competenti (dal Comitato economico e finanziario, all'Eurogruppo, all'Ecofin) alle obiezioni mosse ai nostri conti nel rapporto dei tecnici di Bruxelles, cui verranno contrapposte «argomentazioni puntuali». Il Tesoro respinge anche le critiche sull'andamento del fabbisogno nei primi cinque mesi del 2005 rispetto allo scorso anno, spiegando che sulla performance di allora pesarono ben 4 miliardi di misure una tantum che non sono state ripetute. Il fabbisogno, dunque, «non è esploso» - sottolineano al ministero dell'Economia - mentre il vero problema dei conti italiani resta quello del debito pubblico. A chi insiste sulla necessità di una manovra bis per correggere l'andamento dei conti pubblici, infine, Siniscalco torna a rispondere picche. «Quello che è necessario ritrovare è la crescita», ha detto, indicando la sua ricetta: «Una buona riforma dell'Irap, una Finanziaria credibile e una politica di contenimento del debito». «Fare ora una manovra bis, peraltro non suggerita nè dalla Commissione europea nè dalle agenzie di rating - ha ribadito - sarebbe come confondere i sintomi per le cause e quindi sarebbe controproducente per una economia in un situazione di difficoltà».

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