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Montezemolo: è un anno difficile, il dialogo non va

Mercoledì prossimo il presidente di Confindustria spegnerà la prima candelina da presidente degli industriali italiani con l'assemblea privata chiamata anche a rinnovare la Giunta per il biennio 2005-2007
ROMA - Un anno difficile, il primo di Luca Cordero di Montezemolo da presidente di Confindustria. Un anno iniziato con l'invito al dialogo a Governo e sindacati, che non ha dato i frutti sperati: ad oggi il leader degli industriali incassa, infatti, solo la promessa della progressiva abolizione dell'Irap dal Governo e un accordo «dimenticato» sul Sud con i sindacati. Poco per chi si era presentato rilanciando la concertazione e puntando sul «fare squadra».
Mercoledì prossimo Montezemolo spegnerà la prima candelina da presidente degli industriali italiani con l'assemblea privata di Confindustria chiamata anche a rinnovare la Giunta per il biennio 2005-2007; il giorno dopo si terrà l'assise pubblica davanti a governo e forze sociali.

Ecco una sintesi del suo primo anno di lavoro a Viale dell'Astronomia:

- L'ESORDIO: un anno fa, al momento dell'insediamento, Montezemolo aveva rilanciato l'autonomia dalla politica, aveva invitato al dialogo i sindacati e alla collaborazione le banche. Una 'svoltà, fu il commento più diffuso alla 'primà di quello che si profilava come il nuovo alfiere del made in Italy, del rilancio della concertazione, del Mezzogiorno, del fare-squadra. E che solo una settimana dopo veniva chiamato dalla famiglia Agnelli a raccogliere la difficile eredità di presidente Fiat. A distanza di 12 mesi molte cose sono cambiate. Ma molte di più sono quelle che sono rimaste sul tavolo, ancora da fare. Così, se Montezemolo sembra essere riuscito finalmente ad incassare il successo sull'Irap e il decreto-competitività, le difficoltà in cui versano i conti pubblici e più in generale l'economia, sembrano aver chiuso gli spazi a quell'apertura di credito verso il Governo. E il rinnovo del contratto degli statali, con l'aut-aut degli imprenditori, sta segnando un nuovo allontanamento dal fronte sindacale.

- GOVERNO: un rapporto fatto di alti e bassi, quello di Montezemolo, con l'Esecutivo di Silvio Berlusconi. «Noi non diamo e non daremo cambiali in bianco a nessun Governo», aveva detto al suo esordio. Poi, subito dopo l'estate, partì subito con la prima stoccata: «La Finanziaria ha un contenuto di segno restrittivo», disse commentando la manovra che il Governo aveva appena licenziato. Appunti, quelli di Montezemolo al Governo, che col peggiorare del quadro economico si sono fatti via via più puntuali, incisivi. Così le risorse per la competitività sono sempre state giudicate «scarse» e il dld Competitività «solo un primo passo». La battaglia sull'Irap ha tenuto banco per tutto il suo primo anno di presidenza, insieme alle preoccupazioni per «un'economia che non cresce», per numeri da «recessione» e per la poche risorse a disposizione di fisco, ricerca e innovazione, made in Italy, sburocratizzazione e Mezzogiorno. Insomma, gli imprenditori, dal Governo Berlusconi, «si aspettavano molto di più». E ora il tempo è scaduto: «bisogna intervenire subito», va ripetendo in giro per l'Italia.

- SINDACATI: l'apertura ad una stagione di dialogo è arrivata il giorno stesso dell'insediamento e per lungo tempo è stato il vero e proprio distinguo rispetto al quadriennio di Antonio D'Amato. «Abbiamo molto lavoro da fare insieme - diceva il numero uno di viale dell'Astronomia ai sindacati nel suo primo discorso da presidente - Il mio invito è quello di cominciare da subito». Così è stato, a dispetto di un Governo che aveva archiviato la parola concertazione. Principale risultato il documento comune per il rilancio del Mezzogiorno. Poi a creare le prime difficoltà ci hanno pensato salari e contratti. E' di luglio 2004 il secco «no» di Guglielmo Epifani alla parte riguardante contratti e salari del documento proposto dagli industriali su sviluppo e competitività. Ed è storia di questi giorni la rottura sul rinnovo del contratto degli statali, con Confindustria che invita alla cautela per non aggravare i conti pubblici e Cgil, Cisl e Uil che parlano di intromissioni indebite e di campagna basata su dati falsi.

- BANCHE: Nel rapporto col mondo del credito Montezemolo sembra invece essere riuscito a mettere in pratica, almeno in parte, una delle sue prime ricette: «fare squadra». A parlare sono i protocolli siglati con l'Abi a sostegno dell'internazionalizzazione, delle Pmi, della formazione e dell' accesso al credito, soprattutto nel Mezzogiorno. Così come le numerose iniziative e missioni estere (dalla Cina alla Bulgaria, passando per l'India) che viale dell'Astronomia ha fatto fianco a fianco con l'associazione delle banche, e sempre sotto l' egida della Presidenza della Repubblica. Un rinnovato feeling fra imprese e istituti di credito che per un breve periodo ha fatto addirittura ipotizzare alla nascita di una 'Conf-Abì. Un'idea che però è rimasta tale, incagliata nelle difficoltà quotidiane di un rapporto, quello fra aziende e credito, che soprattutto nel Mezzogiorno si stà dimostrando ancora difficile.

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