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Matera - In sciopero i lavoratori Natuzzi

Era il salottificio simbolo di un «miracolo» cominciato circa 20 anni e ora in pericolo, dopo l'annuncio del ricorso alla cassa integrazione per 1.320 dipendenti
MATERA - I lavoratori dello stabilimento di Matera della Natuzzi - il salottificio simbolo di un «miracolo» cominciato circa 20 anni e ora in pericolo, dopo l'annuncio del ricorso alla cassa integrazione per 1.320 dipendenti - sciopereranno per tutta la giornata di domani.
La decisione è stata presa nel pomeriggio al termine di un'assemblea durante la quale era possibile quasi «toccare» la preoccupazione dei lavoratori: operai, sì, ma in possesso di una specializzazione che ne faceva quasi dei privilegiati in un'area, quella murgiana - fra le province di Matera e Bari - diventata un «distretto industriale» studiato per anni. Operai simbolo di un successo che, qualche anno fa, approdò anche alla quotazione a Wall Street: oggi accomunati dal timore di un periodo nero o addirittura di perdere il lavoro.

L'identikit dell'operaio Natuzzi deve tener conto anche dell' età media, che si aggira sui trent'anni: un altro elemento che contribuisce a far aumentare la paura, insieme al ricordo che, lo scorso anno, l'azienda aveva già deciso di far ricorso ad un processo di «ristrutturazione». La cassa integrazione scattò per 345 dipendenti: fu il primo campanello di allarme di una situazione che non è migliorata. Andò anche peggio a molte altre aziende, che chiusero i battenti, e a circa tremila lavoratori, usciti dalla produzione.
La decisione di Natuzzi di ricorrere di nuovo, questa volta in modo massiccio, alla cassa integrazione - comunicata ai sindacati ieri, a Roma - non intacca soltanto un'azienda: la crisi riguarda più o meno da vicino tutte le 450 imprese del «distretto», 90 delle quali in provincia di Matera. In termini occupazionali, da 12 a 14mila addetti, con un fatturato che nel 2004 è stato pari a circa due miliardi di euro.

In termini «storici», un bruttissimo segnale per un' area che cominciò a decollare alla fine degli anni '70. Pasquale Natuzzi fu uno dei protagonisti del miracolo, insieme a Giuseppe Nicoletti e Liborio Calia, nomi altrettanto noti di prodotti con i quali sono arredati i salotti di mezzo mondo (anche di «vip» e personaggi di «sangue blu») e che hanno accompagnato anche vittorie sportive.
L'orgoglio di mettere in ombra persino i mobiliari della Brianza oggi trema di fronte ad una crisi che, forse, non ha ancora fatto sentire del tutto i suoi effetti: proprio Natuzzi, Nicoletti e Calia hanno ormai deciso anche processi di delocalizzazione in Asia, nell'Est d'Europa, in Sud America: nel distretto murgiano rimarranno «la testa e il cuore» delle aziende, una formula bella, un po' romantica, ma che non richiede e non richiederà molta manodopera.
Nonostante l'orizzonte sia ingombro di nubi, però, anche nell'assemblea di oggi non sono mancate voci di incoraggiamento, di speranza che la crisi possa essere superata, riportando il salotto materano al primo posto nel cuore dei consumatori di tutto il mondo: per riuscirci, però, tutti invocano un deciso intervento del Governo, con misure in materia fiscale, di formazione professionale, a sostegno della ricerca e dell' innovazione, in difesa del «made in Italy».

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