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Sabato 21 Ottobre 2017 | 10:43

Parte l'Opa di Abn su Antonveneta

Mentre la Lodi è al rush finale delle trattative con diverse banche nazionali e internazionali per costituire il consorzio di garanzia sul finanziamento della sua doppia offerta (Opa e Opas) da 4,3 miliardi di euro
MILANO - Parte l'opa Abn da 25 euro in contanti su Antonveneta da 6 miliardi di euro, mentre la Lodi è al rush finale delle trattative con diverse banche nazionali e internazionali per costituire il consorzio di garanzia sul finanziamento della sua doppia offerta (Opa e Opas) da 4,3 miliardi di euro.
Gli olandesi non mollano intanto l'altro fronte, quello legale e impugnano la delibera dell'assemblea di Padova che lo scorso 30 aprile ha nominato un cda controllato dalla Lodi grazie ai voti dei soci per cui la Consob ha decretato l'azione di concerto. La tesi di Abn, già annunciata proprio durante la riunione di soci, è che quei voti vadano sterilizzati e i consiglieri decaduti e da sostituire. Il cda dovrà infatti presto valutare l'offerta di Gianpiero Fiorani per la quale il presidente Tommaso Cartone sta scegliendo gli advisor da una rosa di più nomi.
I legali di Abn infine avrebbero inviato a Bankitalia la lettera, preannunciata nei giorni scorsi, in cui chiede di non concedere l'autorizzazione alla Lodi a salire oltre il 50% di Antonveneta e di sospendere le autorizzazioni concesse. Secondo alcune fonti vicine al dossier «dovrebbero indurre alla prudenza» la decisione della Consob e gli sviluppi delle indagini di Milano, che ha iscritto nel registro degli indagati Gianpiero Fiorani e Emilio Gnutti insieme ad altre 23 persone tra cui ci sarebbero anche Danilo Coppola e Stefano Ricucci. Quest'ultimo peraltro, che non era stato incluso nel concerto dalla Consob (in assemblea aveva fatto convergere sulla propria lista il suo 4,9%), nega ogni coinvolgimento e si dice estraneo ai fatti. lamentando di aver appreso la notizia delle indagini sui giornali.
Per le stesse fonti comunque, che confidano nelle decisioni di Bankitalia, «la Lodi avrebbe nascosto a Via Nazionale la reale consistenza della partecipazione in Antonveneta, mentre anche sul fronte patrimoniale ci sarebbero delle perplessità».
E intanto la Lodi progetta di rinviare, almeno per il momento, il ricorso al Tar sulla decisione Consob che ha imposto l'opa obbligatoria. Il patto parasociale stipulato dalla Lodi con gli altri soggetti del 'concertò (e che raccoglie il 41% del capitale Antonveneta) impone peraltro di per sè l'opa obbligatoria indipendentemente dal destino della decisione Consob.
Sarebbe ancora in corso invece la trattativa della Lodi con diverse banche nazionali e internazionali per costituire un consorzio di garanzia del finanziamento. Tra gli istituti italiani non rientra il SanPaolo-Imi, mentre Mps avrebbe ricevuto una richiesta da Fiorani che dovrebbe essere portata all'attenzione del comitato esecutivo in programma domani anche se l'orientamento prevalente sarebbe per ora negativo. La rosa degli istituti stranieri, che dovrebbero avere come contraccambio una quota delle società prodotto del gruppo, vede invece citata la Dresdner, Bnp Paribas e Royal Bank of Scotland.
La Lodi conta così, una volta reperiti i finanziamenti, di lanciare la propria offerta a due binari che, contrariamente a quella Abn (che attualmente ha solo il 20%), potrebbe faticare poco a racimolare oltre il 50% del capitale. Anche in quel caso tuttavia Abn potrebbe, con una minoranza di blocco e magari un cda di nuovo amico, bloccare ogni progetto di fusione straordinaria fra Lodi e Antonveneta. Per questo anche in queste ore si moltiplicano gli inviti dai due schieramenti alla parte opposta a cedere le proprie quote e approfittare di una larga plusvalenza.

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