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Venerdì nero per i trasporti

Lo sciopero di 24 ore dei lavoratori delle Ferrovie e di 4 ore dei controllori di volo ha lasciato fermi numerosi treni e aerei. In entrambi i settori i sindacati hanno esultato per il successo della protesta • Contratto pubblico impiego: il Governo ha convocato Cgil, Cisl e Uil per giovedì 19
Sciopero dei trasportiROMA - Venerdì nero per i trasporti. Lo sciopero di 24 ore dei lavoratori delle Ferrovie e di 4 ore dei controllori di volo ha lasciato fermi numerosi treni e aerei, creando pesanti disagi ai passeggeri. In entrambi i settori i sindacati hanno esultato per il successo della protesta che, stando alle loro stime, è andata oltre il 70%. Di avviso opposto le Ferrovie, che hanno indicato una adesione solo del 35%, mentre per l'Enav la partecipazione non è andata oltre il 43%.
- STOP TRENI. Lo sciopero di 24 ore cominciato alle 21 di ieri, secondo Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fast, Ugl e Orsa «ha registrato una partecipazione che non lascia dubbi sulla volontà della categoria di sostenere con la lotta gli obiettivi della piattaforma unitaria». Fatta eccezione per i ferrovieri che hanno lavorato per far circolare i treni garantiti (dalle dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21), hanno rilevato i sindacati, le adesioni sono state altissime: negli impianti fissi si è raggiunto quasi il 100%. La partecipazione dei lavoratori addetti alla circolazione, hanno detto ancora i sindacati, è stata «ovunque superiore al 70%, con settori e realtà territoriali che hanno raggiunto l'85-90%. Senza precedenti è stata la partecipazione del personale di macchina e del personale viaggiante». Un successo, rilevano le sigle sindacali, «che impone alle controparti un radicale cambiamento di posizione». Ora i sindacati si aspettano da Agens e Ferrovie «una rapida riapertura del negoziato e la conclusione della vertenza» su sicurezza, rinnovo del biennio economico scaduto da quasi cinque mesi, piano di sviluppo, tutela dell'occupazione in alternativa agli esuberi annunciati dall'azienda, rispetto del contratto di lavoro. Diversamente, annunciano, «la mobilitazione della categoria dovrà proseguire con ulteriori iniziative di lotta che saranno decise nei prossimi giorni».
Per le Ferrovie, invece, l'adesione è stata solo del 35%, e ha consentito al 45% dei treni a lunga percorrenza di circolare. Negli ultimi due giorni, ha spiegato l'azienda, sono stati 320mila i contatti per richiesta di informazioni, di cui 190mila on line, dove sono state visitate 1.250mila pagine dedicate allo sciopero. Al numero telefonico hanno chiamato in 130mila.
- STOP AEREI. Per la protesta degli uomini radar dell'Ugl dalle 12 alle 16, le compagnie aeree sono state costrette a modificare il programma giornaliero, con cancellazioni o spostamenti d'orario di alcuni voli (Alitalia ha cancellato 211 voli, ma anche alcuni vettori stranieri hanno dovuto annullare dei collegamenti). Passeggeri rimasti a terra, dunque, costretti anche ad ore di fila in attesa di notizie sulla partenza degli aerei. Penalizzati gli stranieri, che non erano informati dello sciopero.
L'Ugl, che ha parlato di adesioni per il 70%, ha spiegato che «la protesta poteva essere evitata se solo l'Enav avesse voluto riconoscere nelle giuste proposte del sindacato un naturale sbocco della vertenza, invece di trincerarsi dietro ad un atteggiamento di totale chiusura». Accusa a cui l'Enav ha replicato indicando un'adesione del 43% e rilevando «di aver tenuto aperto il dialogo fino all'ultimo, anche con l'intervento di ieri del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». Nella controreplica, l'Ugl ha sostenuto che «l'unica cosa che rimane dopo lo sciopero è un disservizio generato all'intero Paese ed a tutti i vettori», aggiungendo che «l'altissima adesione alla protesta mette in evidenza la leggerezza con la quale l'Enav valuta la vertenza» che s'incentra sulla «reiterata violazione degli accordi sottoscritti, la mancata realizzazione della normativa contrattuale e dell'ordinamento professionale» e «il sovraccarico di lavoro».
Il settore dei trasporti, ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, è quello «con più conflittualità sociale. E' l'unica vera aerea del Paese in cui non si sono riuscite a regolare le relazioni sindacali».

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