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Martedì 19 Settembre 2017 | 19:17

31 milioni per valorizzare pesca e turismo

Lo ha detto il ministro dell'ambiente, Altero Matteoli, al convegno sull'economia del mare per l'ambiente organizzato a Roma dalla Federazione del Mare. I finanziamenti per 8mila chilometri di coste italiane
ROMA - Trentuno milioni di euro (tra il 2001 e il 2006) per 81 aree distribuite lungo circa gli 8mila chilometri delle coste italiane: questo l'impegno del ministero dell'Ambiente per la salute del mare nostrum. Lo ha detto il ministro dell'ambiente, Altero Matteoli, al convegno sull'economia del mare per l'ambiente organizzato a Roma dalla Federazione del Mare.
«Pesca, turismo, trasporti e soprattutto cultura - ha detto Matteoli - questo il valore del mare e se non lo salvaguardiamo rischiamo di essere travolti. Ad inquinare non è tanto la nave ma l'uomo a terra. Dobbiamo cercare di rimediare a questo aspetto».
«L'Italia - ha proseguito il ministro - è l'unico paese a poter vantare un controllo dell'ambiente marino costiero di così ampio respiro». Negli ultimi anni in collaborazione con le 15 regioni costiere italiane, ha riferito Matteoli, «abbiamo costantemente monitorato addirittura con campionamenti quindicinali, le acque, il plancton, i molluschi, i sedimenti e le comunità dei fondali di 81 aree uniformemente distribuite lungo le coste italiane per un impegno di 31 milioni di euro». Matteoli ha reso noto che un finanziamento straordinario erogato lo scorso dicembre darà la possibilità di prorogare il programma di monitoraggio fino a marzo 2006. Tutti i dati, circa due milioni di informazioni, sono raccolti in una banca dati presso il ministero e consultabili sul proprio sito.

Al convegno erano rappresentati tutti i settori che operano sul mare. Una economia, ha riferito il presidente della Federazione del Mare, Corrado Antonini, al quale si deve il 2,3% del prodotto interno lordo, pari a quasi 26 mila 300 milioni di euro di produzione annua, con una occupazione di oltre 350mila addetti (1,5% dell'occupazione totale nazionale), di cui 186mila addetti diretti nelle attività marittime.

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