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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 20:17

Tabacchi: accordo tra Ministero e Philip Morris

Con il verbale d'intesa programmatica siglato oggi, che avrà una durata triennale, il colosso americano si impegna ad incrementare i livelli d'acquisto dei tabacchi Virginia Bright e Burley a fronte di un miglioramento qualitativo
Tabacchi: accordo tra Ministero e Philip Morris
ROMA - Il miglioramento qualitativo e competitivo della produzione italiana del nostro tabacco è al centro di un'intesa tra il ministero dell'Agricoltura e la multinazionale Philip Morris. L'accordo è stato siglato dal ministro Gianni Alemanno e da Andrè Calantzopoulos amministratore delegato di Philip Morris International.
«Vogliamo garantire al settore del tabacco - ha spiegato il ministro Alemanno - non solo la sopravvivenza, ma anche lo sviluppo in una chiave economicamente sostenibile. Per questo dopo la battaglia vinta a livello comunitario per salvaguardare 135.000 posti di lavoro, oggi siamo pronti a sviluppare grandi sinergie con le multinazionali per garantire alla filiera italiana nuovi e importanti sbocchi di mercato».
Piena soddisfazione anche da parte della Philip Morris. Per l'amministratore delegato Calantzopoulos «il verbale d'intesa che firmiamo oggi è un'eccellente piattoforma per massimizzare l'efficienza della tabacchicoltura in Italia, rendendola così più competitività su scala internazionale». Il tipo di intesa programmatica firmata oggi con il governo - secondo l'a.d. di Philip Morris International «con la collaborazione delle principali regioni tabacchicole e delle associazioni dei tabacchicoltori e dei trasformatori, è una partnership per il futuro, per una migliore qualità e competitività del tabacco e per la sostenibilità nel lungo termine del settore. Con questo accordo il comparto diventerà più competitivo sul mercato globale».
Con il verbale d'intesa programmatica siglato oggi, che avrà una durata triennale, la Philip Morris si impegna ad incrementare i livelli d'acquisto dei tabacchi Virginia Bright e Burley a fronte di un miglioramento qualitativo». L'accordo di progamma prevede inoltre che il ministero delle Politiche agricole e forestali, con le regioni produttrici, con il contributo di Philip Morris Italia «supporterà la riconversione dei forni d'essicazione del tabacco Virginia Bright, da fuoco diretto a fuoco indiretto», mentre la Philip Morris si impegna a finanziare borse di studio e conferenze annuali «per lo sviluppo della ricerca in materia di coltivazione del tabacco e per la diffusione delle informazioni di valore per tutto il settore».
«Questo accordo - ha spiegato il ministro Alemanno - deve essere considerato come il punto di partenza di una trattativa che in futuro, con il miglioramento della qualità delle nostre produzioni, potrà portare all'acquisto di quantitativi sempre maggiori. E' un successo inoltre che testimonianza la volontà del ministero di garantire stabilità e reddito in una filiera estremamente importante per il nostro paese per la sua capacità di attivazione di lavoro, sia nel settore agricolo, sia nell'industria a monte e a valle della produzione».
Alemanno ha poi sottolineato che questo accordo programmatico «riguarda non solo l'impegno all'acquisto, ma lo sviluppo di una partnership del miglioramento della qualità commerciale delle nostre produzioni e della formazione degli addetti, compresi quelli istituzionali che dovranno monitorare e valutare la qualità, e per lo sviluppo della ricerca scientifica. Un passo importante verso la gestione di sistema del settore del tabacco».
L'importanza del'intesa, che pilota a livello mondiale essendo la prima che viene sottoscritto tra un ministero e l'azienda leader del settore avrà un grande impatto sul sistema della filiera. Con una media di 40.000 ettari investiti a tabacco, difatti l'Italia è il primo produttore europeo dopo la Grecia. Il comparto è concentrato in tre regioni: Campania, Umbria e Veneto, aree dove non vi sono alternative culturali che possono garantire lo stesso livello occupazionale e di reddito degli addetti. La coltivazione del tabacco, la cura e la prima trasformazione, oggi in Italia danno occupazione a circa 135.000 addetti e quest'intesa - ha concluso Alemanno - darà alla filiera italiana nuovi e importanti sbocchi di mercato».

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