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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:30

La crescita dell'occupazione solo attraverso l'inclusione sociale

Presentati a Bari tre anni di lavoro del progetto Odea, un programma transnazionale che mira a promuovere buone prassi nella lotta alla discriminazione e disuguaglianza nel mercato del lavoro
delegazione gallese e pugliese BARI - La costituzione di un Osservatorio sulle dinamiche di esclusione, l'individuazione di buone prassi, la sperimentazione dell'integrazione delle competenze degli enti locali, sono gli obiettivi raggiunti dal progetto di inclusione sociale Odea (Opportunità, diritti, eguaglianza, abilità) giunto alla sua conclusione dopo tre anni di lavoro.
Il progetto finanziato da fondi Equal è stato un programma transnazionale che mirava a promuovere buone prassi nella lotta alla discriminazione e disuguaglianza nel mercato del lavoro. L'Italia in questi tre anni, due di piena operativitòà, ha lavorato a stretto contatto con il Galles che in meno di trent'anni è riuscito a risollevarsi dopo essere precipitato in una feroce crisi economica. Con la crisi metallurgica e dell'industria pesante di metà degli anni '70 la regione gallese aveva toccato tassi di disoccupazione oltre il 14%, oggi grazie a programmi specifici di inclusione sociale ha abbassato di almeno 10 punti percentuale il dato in un percorso che per la Puglia potrebbe essere utilissimo.
Capofila del progetto in Italia Ifoc, l'azienda speciale della Camera di Commercio di Bari, mentre per il Galles è l'agenzia di sviluppo Wda. Tra i partner italiani la Provincia di bari, agenzie pubbliche e private, consorzi, cooperative sociali no-profit, 13 comuni baresi, associazioni e cooperative e comunità terapeutiche. I risultati dei tre anni di lavoro in un seminario di due giorni il 3 e 4 maggio «Dalle reti locali alle reti europee: culture in networking per l'intergazione sociale».

«La città nasce come luogo di inclusione sociale e relazioni - spiega Franco Ferrara, presidente del centro studi Erasmo e tra i relatori del seminario - solo che nel tempo è diventato un luogo di esclusione. Odea nasce come progetto attivo per ripensare gli spazi cittadini. Quello di cui ci si deve riuscire a liberare è la paura dell'altro, del diverso, solo allora si può parlare di inclusione e di città sostenibile dal punto di vista umano. Ma se si spara a vista sull'immigrato, sull'ex-tossico ecco che si perde l'occasione di una ricchezza sociale ed economica».
Tra gli obiettivi raggiunti da Odea proprio un Osservatorio per l'inclusione sociale al quale è ora affidato il compito di continua re nelle strategie di inclusione e sostegno per le fasce di potenziali lavoratori più deboli. Ad operare direttamente i «tutor longitudinali» (nella foto la squadra italiana e gallese) che in questi anni si sono attivati direttamente come agenti dell'inclusione e che restano come consulenti sul territorio a disposizione della comunità. La speranza è che l'esperienza acquisita non vada sprecata.

La volontà della comunità europea porta a proseguire su questa strada.
«Nel futuro prossimo ci troveremo di fronte a scadenze dettate dalla nuova Agenda 2007-2013 - spiega Franco Ferrara - a cui si aggiungono scadenze più ravvicinate: La concertazione per l'attuazione dei Piani di Zona (II Fase) e dei PIT-PIS-Piano strategico. Nel definire il quadro finanziario 2007-2013 la Commissione ha elaborato 5 Rubriche, per la «competitività per la crescita e l'occupazione», per la «cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia e conservazione e gestione delle risorse naturali» con una dotazione di 93 miliardi di euro.
L'occupazione e l'inclusione sono comprese nel Programma "Progress" (erede dell'Equal) a cui si aggiungono i tre nuovi programmi: 1) Programma quadro per la solidarietà e la gestione dei flussi migratori; 2) il programma quadro per la sicurezza e la salvaguardia delle libertà, indirizzato alla prevenzione e lotta contro la criminalità e gli attacchi terroristici; 3) il programma quadro per la giustizia e i diritti fondamentali, volto a promuovere lo sviluppo di una società europea basata sulla cittadinanza e il rispetto dei diritti sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE,il miglioramento della cooperazione giudiziaria, la prevenzione e la lotta contro la violenza e la droga. Per questa Rubrica lo stanziamento di 8,3 Miliardi. Per promuovere la cittadinanza attiva europea il programma ha uno stanziamento di 207 milioni».
Spetta a questa realtà che si è formata attraverso Odea proseguire il cammino per l'affermazione delle ragioni dell'inclusione nelle città dell'Europa in modo da creare speranza di futuro sia alla generazioni del presente sia a quelle che verranno dopo di noi.

Rita Schena

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