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Equa e solidale, arriva la polo etica

Prodotta in India, cotone organico e rispetto criteri etici, l'intero processo produttivo del capo rispetta i requisiti SA8000 in tema di diritti dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda il divieto di impiego di bambini e minori
ROMA - Cento per cento cotone, zero per cento sfruttamento: è lo slogan della nuova maglietta polo equa e solidale, con marchio Coop, in vendita da pochi giorni nei supermercati della catena e fabbricata in India, nel pieno rispetto di tutti i requisiti della certificazione etica SA8000 in tema di difesa dei diritti umani e del lavoro. Attraverso la maglia, Coop sostiene il progetto «BioRe» della società svizzera Remei.

Si tratta - hanno sottolineato oggi a Roma i vertici Coop nel corso della presentazione dell'iniziativa - del primo prodotto equo e solidale tessile a marchio Coop. L'intero processo produttivo del capo rispetta i requisiti SA8000 in tema di diritti dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda il divieto di impiego di bambini e minori, il lavoro coatto, le discriminazioni di sesso, razza e religione, nonchè le norme sulla salute e la sicurezza, l'ambiente di lavoro, la libertà di associazione, i salari e l'orario di lavoro. In più, il cotone di cui è fatta la polo proviene da coltivazioni biologiche dell'India centrale, nel pieno rispetto dell'ambiente, come ha sottolineato Patrick Hohmann, managing director di Remei AG, società svizzera che coordina il progetto BioRe nell'ambito del quale è stata prodotta la maglia. Un progetto che prevede anche un sostegno alla produzione: una scuola formerà i contadini alla coltivazione senza l'uso di sostanze chimiche dannose e sarà assicurata loro sia la consulenza tecnica, sia una maggiorazione sul prezzo di mercato del cotone, con contributi per l'acquisto di sementi e attrezzature, garanzia di vendita, finanziamenti agevolati. Oggi il progetto vede la partecipazione di 1.500 agricoltori indiani, ma il loro numero - assicura Hohmann - aumenta ogni anno di 2-300 unità. Questo perchè, alla lunga, gli stessi contadini si sono resi conto dei vantaggi delle coltivazioni biologiche, anche in termini economici.
«E' possibile rivolgersi ai Paesi in via di sviluppo e far godere loro i benefici di una 'buona globalizzazionè e non solo gli svantaggi» ha commentato il presidente dell'Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop, Aldo Soldi, che ha definito «giusto e competitivo» il prezzo della polo (16 euro), che «garantisce l'equa remunerazione di tutti i protagonisti del processo». Coop è stata la prima azienda in Europa - ha sottolineato il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari - certificata SA8000, e nel 2004 ha avuto il rinnovo della certificazione, grazie anche al fatto che abbiamo fatto rispettare le regole anche ai nostri fornitori».
La polo, maniche corte, è stata prodotta in 60mila esemplari, in vari colori, e se l'iniziativa avrà successo Coop non esclude di produrre altri capi di abbigliamento solidali.

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