Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:37

1° Maggio, sindacati a Scampia

Per battere la disoccupazione, per rilanciare gli investimenti nel Sud, per fronteggiare le crisi industriali, per il rinnovo dei contratti • Bisio a guidare il concerto di San Giovanni
Pezzotta, Epifani, Angeletti NAPOLI - A Scampia per lo «sviluppo e la legalità» nel Mezzogiorno. Ma non solo: per battere la disoccupazione, per rilanciare gli investimenti nel Sud, per fronteggiare le crisi industriali, per il rinnovo dei contratti, per una svolta nella politica economica. E' questo il messaggio che Cgil, Cisl e Uil intendono mandare con la scelta di celebrare il 1° maggio nel quartiere napoletano simbolo del degrado e della criminalità organizzata. Un messaggio incentrato sul rilancio dell'economia meridionale, ma che non dimentica quelle che le organizzazioni sindacali da tempo indicano al Governo come le priorità del Paese.

Da Scampia, sottolinea infatti il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, deve partire «un messaggio di non rassegnazione», perchè il Paese «è attraversato da molte paure, insicurezze ed incertezze: precarietà del lavoro, crisi industriali, un Governo che nasconde la verità e che non si misura coi problemi concreti». E proprio la festa dei lavoratori, celebrata nel cuore dei problemi del Sud, deve far capire - secondo Epifani - «che si può battere questa situazione, si può ripartire, bisogna avere fiducia nel futuro. Ma che bisogna fare le cose che servono, non quelle sbagliate o che non servono». Perchè - conclude il leader della Cgil - «Scampia è il simbolo delle tante Scampia che ci sono nel Paese».

Come sottolinea il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, le parole d'ordine di questo 1° maggio 2005 devono essere interpretate nella loro complessità. «Non è solo questione di sicurezza intesa come ordine pubblico, anzi - dice infatti Pezzotta - Sicurezza deve essere intesa anche come lavoro, come garanzie di lavoro». Perchè il Sud «deve ritornare a crescere, come ha fatto in anni recenti» e, per farlo, «ha bisogno di infrastrutture, certezze per gli imprenditori che investono, di una politica economica e fiscale che non lo penalizzi come ha fatto il Governo con i condoni e gli incentivi non accompagnati da politiche pubbliche di intervento».

Un contesto in cui, per un effettivo rilancio, ciascuno deve fare la propria parte: imprese, sindacati ed istituzioni. «Il ruolo delle istituzioni - spiega infatti il numero uno della Uil, Luigi Angeletti - è fondamentale. Soprattutto di quelle istituzioni che sono più vicine al territorio. Fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico». Un tema evidenziato anche dal Governatore della Campania, Antonio Bassolino che, ricordando come la regione sia da tempo in prima fila nell'incoraggiare il dialogo fra ente locale, imprese e rappresentanze del lavoro, si augura che, proprio Scampia possa «imprimere, da dentro il Mezzogiorno, una svolta nazionale che è indispensabile».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione