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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 01:00

Siniscalco: «La cura economica funziona»

L'affermazione del ministro dell'Economia nell'illustrare la trimestrale di cassa in Consiglio dei Ministri. Ma la crescita economica prevista per il 2005 peggiora e il deficit potrebbe arrivare al 3,5%. Meno male che tutto funziona
ROMA - La crescita prevista per il 2005 peggiora (all'1,2%) e il deficit potrebbe attestarsi tra il 2,9% oppure superare la soglia del 3% fino a spingersi al 3,5%. Ma il governo ha «la situazione in mano» e si appresta a metter giù in anticipo il Dpef e la Finanziaria.
Questo, in estrema sintesi, il quadro emerso oggi durante l'illustrazione della trimestrale di cassa in Consiglio dei Ministri. Insomma i conti, allo stato attuale, potrebbero destare qualche preoccupazione, legata soprattutto alla bassa crescita, ma la ricetta dell'esecutivo sta aiutando: «La cura sta funzionando - sottolinea il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco - l'analisi ha sorpreso anche me». Quindi ora l'attenzione si sposta sul Dpef (che «sarà in linea con il nuovo patto europeo», dice il ministro) e sulla Finanziaria che, dice sempre Siniscalco, servirà anche a rivedere l'Irap.

Ecco il quadro dei conti e le novità emerse oggi con la trimestrale e le possibili variabili della situazione per i conti pubblici:
- CRESCITA CALA ALL'1,2%; DEFICIT TRA 2,9-3,5%: Il documento illustrato al Cdm indica con chiarezza gli effetti reali che alcune 'criticita» potrebbero creare sul deficit italiano. La crescita nell'anno in corso sarà pari all'1,2%. Il deficit si attesterà tra il 2,9 e il 3,5%. Ma Siniscalco sottolinea: «la probabilità sta al centro, nè a un estremo nè a un altro».
- DEFICIT AL 2,9% PER PIL, CONTRATTI, ENEL: Rispetto alla previsione iniziale del 2,7% il deficit potrebbe arrivare al 2,9% per la minor crescita (con peggioramento dell'indebitamento stimato in 3.260 milioni, 0,23% del Pil); lo slittamento dei rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 con un peggioramento stimato in 1.210 milioni (0,09% del Pil); minori dividendi per circa 300 milioni per la cessione di un ulteriore quota del pacchetto azionario Enel (0,02% del Pil) e una minor spesa per interessi con miglioramento stimato in 2.000 milioni (0,14% del Pil).
- DEFICIT AL 3,1% CON FERROVIE: Se Eurostat, a seguito dell'approfondimento, ritenesse di confermare la riclassificazione già operata per Ferrovie (che - dice Siniscalco - «non ci piace") ne deriverebbe un peggioramento di circa 3.200 milioni, pari allo 0,23% del Pil. La stima del deficit si collocherebbe così al 3,1% del Pil.
- FINO AL 3,5% PER ANAS, IMMOBILI E TETTO 2%: Se Anas non viene considerata una società «market» e il bilancio inserito tra i conti pubblici si determinerebbe un peggioramento nei conti di circa 0,14 del Pil. Ma anche per gli immobili si teme: difficoltà operative e tempi di realizzazione potrebbero determinare un impatto negativo dell'ordine di 0,35 punti. E infine un peggioramento (dello 0,1%) potrebbe arrivare per lo sforamento del tetto alla spesa e un altro 0,25% potrebbe essere determinato dai rinnovi contrattuali per gli statali.
SE CONTI PEGGIORANO INTERVENTO NEL 2005: «Nel caso l'evoluzione dei conti si rivelasse meno favorevole il Governo si riserva di assumere le opportune iniziative per perseguire, un livello di indebitamento entro il parametro previsto dal Trattato di Maastricht o comunque coerente con le linee di adeguamento dei criteri di valutazione del parametro medesimo emerse di recente in sede Ecofin»
- MA INTANTO RISULTATI PRIMISSIMO ORDINE: I risultati raggiunti nel contenimento della spesa sono «di primissimo ordine» dice il ministro. «Lo dico gelidamente, non da un punto di vista politico ma tecnico». Inoltre «Abbiamo la situazione in mano. Se si parlerà di uno sfondamento sarà piccolo e temporaneo, tutto previsto dal nuovo patto».
INFLAZIONE 2005 INTORNO AL 2%: L'inflazione «dovrebbe mantenersi intorno al 2% sostanzialmente in linea con la media europea». Il rischio è sempre l'andamento del greggio ma il Governo, in compenso, continuerà a vigilare sulle tariffe.
- DEBITO AL 105,3 CON 25 MLD DISMISSIONI: Il debito pubblico si attesterà al 105,3%. Il risultato «si basa su un programma di dismissioni e cessioni per circa 25 miliardi di euro».
- AVANZO PRIMARIO AL 2,1%: L' avanzo primario, cioè il saldo dei conti pubblici al netto della spesa per interessi, si attesterà nel 2005 al 2,1%, con un miglioramento rispetto al 2,0% del 2004.
- CALA PRESSIONE FISCO: La pressione fiscale calerà quest'anno di 0,7 punti percentuali passano dal 41,8% della fine del 2004 al 41,1% stimato dal governo per il 2005.
- FABBISOGNO 2005 A 44 MLD: Il fabbisogno del settore statale si attesterà quest' anno a 44 miliardi di euro, con un aumento di 2.747 milioni di euro rispetto al 2004. Si stima inoltre a 25.055 milioni l'avanzo primario del 2005, contro i 18.804 milioni del 2004.
- ARRIVA RIFORMA IRAP...: Con la prossima Finanziaria - dice Siniscalco - «riformeremo l'Irap perchè ce lo chiede la Corte di Giustizia europea e perchè ha un senso farlo». Si partirà con l'abbattimento del costo del lavoro dalla base imponibile che è «la parte più odiosa perchè penalizzava le aziende in perdita».
...E DPEF SNELLO: Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria sarà «in linea con il nuovo patto» di stabilità europeo, dice Siniscalco precisando che sarà «un documento snello, di poche pagine, con obiettivi di medio termine». «Sarà il patto di stabilità italiano».
Francesco Carbone

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