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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:51

Spiagge come oro: persi 5 mld per erosione

Nasce una economia del granello, anche se servirebbe una politica di ripascimento. Altro che venderle. Ministero dell'Ambiente compra «spiaggia rosa di Budelli»
ROMA - Spiagge italiane sempre più merce da cassaforte. Nel borsino dei beni sta nascendo infatti una sorta di economia del granello testimoniata da chi è abituato a fare i conti. E la sabbia, nella corsa ai ricavi, sta diventando il nuovo oro nazionale. Peccato che il castello rischi di crollare sotto l'emergenza erosione. Negli ultimi anni, secondo l' Osservatorio sull'erosione delle coste, gli attacchi ai litorali sono costati perdite per 5 miliardi di euro, circa lo 0,5% del Pil pari a ben 4 milioni di metri quadrati di spiagge scomparsi.
Di qui l'importanza, economica, oltre che paesaggistica, di ridare sabbia agli arenili nazionali visto che ogni metro quadrato di spiaggia produce in media 1.200 euro, secondo calcoli dell'Osservatorio. Senza contare i risultati in termini di redditività dell'intervento di ripristino delle spiagge: in media, riferisce l'Osservatorio, «per ogni euro investito nel ripascimento delle spiagge si ottiene un ritorno di 100-150 euro nei primi anni».

La ricostruzione di una spiaggia di 100mila metri quadrati genera, ancora secondo i calcoli dell'Osservatorio, un valore di 3 milioni di euro per le sole attività di spiaggia mentre con l'indotto si arriva a 100 milioni di euro l'anno.

«L'Italia è il Paese più a rischio della Comunità Europea per il fenomeno dell'erosione delle coste - dicono il presidente dell'Osservatorio, Umberto Antonelli, e il dir. scientifico, Diego Paltrinieri - come confermato dal recente studio della Commissione Europea denominato 'Eurosion'». Una situazione talmente grave che lo stesso Ministro dell'Ambiente, Matteoli, ricordano i responsabili dell'Osservatorio «ha definito una vera e propria emergenza nazionale, sia per gli aspetti ambientali e paesaggistici, sia per l'economia nazionale».

Dal canto suo, il ministero dell'Ambiente ha istituito un gruppo di lavoro ad hoc sulle spiagge per definire un documento che ha come fine l'individuazione di interventi anti-erosione mentre l'Icram, l'istituto scientifico del ministero, ha messo in mare il pronto soccorso anti-erosione. La nave Astrea, salpata a fine marzo per la campagna 2005, quest'anno dedica buona parte della ricerca scientifica alla ricognizione dei fondali per esaminare le sabbie sommerse destinate alla ricostruzione delle spiagge colpite dall'erosione marina.

Oltre ai vantaggi economici, ricostituire le aree di spiagge erose porta altri due vantaggi, sottolinea l'Osservatorio coste, che nessun altro tipo di intervento di protezione costiera potrà mai dare: il corretto ripascimento delle spiagge con sabbie sottomarine - le più adatte e consone per dimensione e aspetto - consente di ricostituire la spiaggia sommersa erosa, che è la vera e strutturale opera di difesa contro l'erosione marina; il ripascimento delle coste permette di ricreare ambienti e paesaggi costieri scomparsi o in via di estinzione, che sono un patrimonio comune ed un valore aggiunto per le nuove e future frontiere del turismo sostenibile.
Urbanizzazioni lungo i corsi dei fiumi, cementificazione degli argini, disboscamenti e altri interventi dovuti all'uomo hanno colpito duramente l'equilibrio delle aree costiere, secondo l'analisi degli esperti, determinando la scomparsa di intere popolazioni di uccelli marini e di molluschi.

E se in Calabria sono già in forte erosione 415 km su 699, in Molise addirittura 28 km su 31 e in Abruzzo 66 su 139. Non va meglio nel Lazio (122 su 351) e in Campania (105 su 459).
In tal senso, conclude l'Osservatorio, «è fondamentale programmare interventi-investimenti di ampio respiro, che permettano finalmente il rilancio del turismo balneare e cioè della prima industria nazionale italiana, che, unitamente al nostro patrimonio artistico e culturale, determinano l'immagine e la ricchezza del nostro Paese».

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