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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:36

Stop a crescita imprese: in controtendenza il Sud

«Evidente un livello basso di vitalità del sistema» è scritto nel Rapporto di Movimprese la rilevazione periodica condotta da Infocamere. Saldo positivo solo nel Mezzogiorno
ROMA - Si è fermato sullo zero, alla fine del primo trimestre dell'anno, l'ago della crescita demografica delle imprese. Un quadro statico in cui spicca il primato negativo del Veneto, che ha la maggiore mortalità di imprese fra le regioni italiane, a fronte invece della buona performance delle regioni del Sud.
E' quanto emerge da Movimprese, la rilevazione periodica condotta da Infocamere e diffusa da Unioncamere.
Secondo il rapporto, fra gennaio e marzo il saldo tra le nuove aziende che si sono iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di commercio (126.849) e quelle che si sono cancellate (127.711) è negativo per 862 unità, con un calo dello 0,01% nello stock delle imprese esistenti in Italia che, alla fine di marzo, è sceso a 5.997.561 unità.
Un quadro che, scrive Infocamere, «evidenzia in generale un livello più basso di vitalità del sistema, frutto di dinamiche in attenuazione lungo un ciclo negativo iniziato subito dopo i buoni risultati del 2001».

L'equilibrio sostanziale fra le imprese che hanno aperto e chiuso i battenti è in realtà il frutto della creazione di nuove società di capitali (+10.463 unità), più che compensata, però, dalla cessazione di ditte individuali (-11.861). Positivo il contributo delle società di persone (+1.024), e lievemente negativo quello di altre forme giuridiche come cooperative e consorzi (-488).

«La necessita di riposizionarsi sullo scenario di competizione globale - è il commento del presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli - mantiene ancora la nostra economia su livelli di bassa crescita, ma sotto la superficie si muovono forze che stanno spostando il nostro sistema verso un modello di economia più avanzato».
A livello territoriale, il record di mortalità delle imprese va al Nord-Est (-3.653 imprese), data la forte presenza di imprese individuali. Fra le singole regioni spicca la performance negativa di Valle d'Aosta (-0,62%), Molise (-0,52%) e Veneto (-0,27%). In termini di variazioni assolute il primato negativo va al Veneto (-1.377 imprese nel trimestre), seguito a distanza da Toscana (-930 unità) e Piemonte (-861 unità).

Si segnala invece la buona performance del Sud, che registra l'unico saldo positivo fra le circoscrizioni (+2.847 unità) grazie alla forte presenza e natalità di società di capitali. In particolare, mettono a segno una buona crescita la Calabria (+0,61%), la Puglia (+0,29%) e la Campania (+0,27%). A parte Lazio e Umbria, tutte le altre regioni chiudono in rosso il trimestre.
Fra i settori economici, l'industria del mattone si conferma la più dinamica: le costruzioni chiudono il trimestre con 3.871 imprese in più. Bene anche le telecomunicazioni (+1.020 imprese), mentre il saldo complessivo negativo è determinato essenzialmente dall'agricoltura (-7.953 imprese), dal commercio (-4.846) e dall'industria manifatturiera (-4.099 unità), seguiti dall'abbigliamento (-597 unità, pari all'1% nel trimestre).

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