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Riflessioni intorno alla middle class che scompare

Un ceto medio pericolosamente appagato, amante della vita comoda e di niente altro, che assomiglia sempre più ai nostri cani Labrador
GENOVA - Un ceto medio pericolosamente appagato, amante della vita comoda e di niente altro, che assomiglia sempre più ai nostri cani Labrador, miti e giocherelloni, casalinghi e un po' tontoloni, ben diversi, almeno come stile di vita, dagli intraprendenti cani cacciatori di una volta.

Secondo Daniele Bo, autore del saggio «Labrador- viaggio intorno al ceto medio morente», la 'middle class' italiana rischia di cambiare in modo radicale, perdendo in vigore e capacità reattive, sotto i colpi degli stereotipi e dei luoghi comuni che vanno per la maggiore.
Nel libro l'autore mette a fuoco alcuni stereotipi diventati idee guida della nostra civiltà, ad esempio l'idea del «viaggio, della vacanza come terapia indispensabile», l'eccesso di introspezione per cui «il nostro io diventa una sorta di oggetto di culto e di maniacale attenzione», la religione del corpo perfetto come segno di salute e addirittura di buona condotta morale, la trasformazione degli architetti in autentiche icone religiose, semidei capaci di cambiare il volto delle città senza dovere essere messi in discussione, il culto del consumismo alternativo come se fosse diverso dall'altro, la trasfigurazione del maschio nell'immagine del «paparino tenerello».

Un'analisi cruda di certi aspetti della società di oggi, visti come l'effetto di una vasta distruzione ecologica, quella del patrimonio culturale nazionale, che la scuola un tempo trasmetteva. «Oggi la cultura - dice Daniele Bo - è in mano ai creativi e ai produttori di spettacolo».

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