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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:36

Turismo nei parchi un business da 7 miliardi

I dati, sulla base di stime dell'ente nazionale italiano del turismo (Enit), sono contenuti nel terzo Rapporto sul turismo natura presentato nell'ambito di Ecotur, 15/a edizione della Borsa internazionale del turismo di settore
MONTESILVANO (PESCARA) - L'ecoturismo in Italia è stato un affare da oltre sette miliardi di euro nel 2004, grazie a oltre 75 milioni di presenze ufficiali negli esercizi ricettivi nelle aree dei parchi: i dati, sulla base di stime dell'ente nazionale italiano del turismo (Enit), sono contenuti nel terzo Rapporto sul turismo natura presentato nell'ambito di Ecotur, 15/a edizione della Borsa internazionale del turismo di settore, inaugurata oggi a Montesilvano.
Il rapporto è stato curato dall'Osservatorio Permanente, costituito in ambito Ecotur, il cui Comitato Tecnico Scientifico è costituito dall'Ufficio Studi dell'Enit, dall'Università dell'Aquila (Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici di Sulmona) e dall'Istat.

Dal rapporto emerge anche che l'Italia rappresenta una delle più importanti destinazioni turistiche finali sia a livello di domanda individuale che di domanda organizzata. Per il mercato intermediato europeo dei viaggi organizzati rappresenta in assoluto la destinazione leader, addirittura in aumento rispetto ai valori altissimi fatti registrare nel 2003: nella graduatoria dei paesi europei l'Italia ha ricevuto il 96,3% di citazioni (83,1% nel 2003) precedendo la Spagna (39,7%), la Francia (39,4%), la Grecia (16,6%) e il Regno Unito (15,9%).
Sempre a livello internazionale, è stato registrato che aumenta in quasi tutti i Paesi sia il numero dei tour operator che trattano il prodotto «Parchi e Natura», sia lo spazio che sui loro cataloghi dedicano agli itinerari naturalistici.

Nella graduatoria dei Parchi Nazionali più presenti sui cataloghi dei tour operator stranieri, al primo posto troviamo il Parco delle Cinque Terre seguito da quelli dell'Abruzzo e, molto più distaccati, le Dolomiti Bellunesi, il Cilento, lo Stelvio, il Gran Paradiso, il Vesuvio, il Gargano, l'Arcipelago Toscano. Quando, invece, è il turista a richiedere in maniera specifica il «prodotto Parchi», le preferenze cadono soprattutto sul Parco Nazionale d'Abruzzo, uno dei parchi storici italiani.
Per i tour operator nazionali che commercializzano il prodotto «Parchi e Natura», i segmenti turistici più rappresentativi del turismo natura sono nell'ordine: «Parchi-Aree protette» con il 75% delle preferenze, raddoppiate rispetto allo scorso anno (36%), seguito da «Mare-Riserve marine» (50%), da «Montagna» (37,5%), dall'«Agriturismo», dal «Turismo rurale», dal «Turismo lacuale» e, in ultima posizione, dal «Turismo arte-cultura». A proposito dell'agriturismo il Rapporto evidenzia la continua ascesa di questo prodotto che nel 2004 ha fatto registrare 2,35 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze. In cinque anni, dal 1999 al 2003, gli esercizi autorizzati sono passati da 8.738 a 12.603 con un incremento del 50%, arrivando a toccare quota 13.500 nel 2004 con una previsione a fine 2005 di 14.200 esercizi.

Interessanti anche i dati relativi alle strutture ricettive utilizzate dagli ecoturisti: gli «alberghi e pensioni» rappresentano la soluzione preferita con il 34,1%, anche se il valore è in continuo calo rispetto al 42,3% nel 2003 e al 48,2% nel 2002; seguono poi gli «appartamenti/case private» con il 23,1%, in leggero aumento rispetto al 2003, i «bed & breakfast» con l'11,2%, gli «agriturismo», che fanno registrare una crescita esplosiva rispetto al valore registrato l'anno scorso, con il 10,1%, le «foresterie, rifugi alpini, bivacchi e ostelli per la gioventù» con l'8,5%, i «campeggi» con l'8,2% e, infine, i «camper» con il 4,8%.
La provenienza degli ecoturisti è in maggioranza regionale (55,1%), italiana (31,1%), europea (11,1%), mentre dal resto del mondo proviene solo il 2,7% dei turisti.

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