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Ue: conti pubblici Italia preoccupano più di crisi governo

L'andamento dell'economia italiana preoccupa il commissario europeo per gli Affari monetari, Joaquin Almunia, più dell'incertezza politica. Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, nulla ritarderà la presentazione della trimestrale di cassa
WASHINGTON - La crisi politica non ritarderà la presentazione della trimestrale di cassa. Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, conferma l'arrivo dell'aggiornamento sui conti pubblici a breve, anzi, promette che probabilmente «già nei primi giorni della prossima settimana» il Tesoro sarà pronto. Ma l'andamento dell'economia italiana preoccupa il commissario europeo per gli Affari monetari, Joaquin Almunia, più dell'incertezza politica, tanto da insistere sulla opportunità di una correzione dei conti.
Almunia e Siniscalco parlano contemporaneamente al termine dei lavori del G7 organizzati in occasione del meeting di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale. Il primo lo fa al termine della conferenza stampa congiunta tenuta con il presidente della Bce, Jean Claude Trichet; il secondo nel tradizionale briefing insieme con il Governatore di Bankitalia, Antonio Fazio.
«Non mi preoccupa la situazione politica, che pure seguo con attenzione - sottolinea il commissario spagnolo rispondendo ai cronisti - quanto la situazione economica e di bilancio dell'Italia. Quando le misure sono necessarie - avverte - devono essere prese e non devono essere rinviate».
Siniscalco non è al corrente della dichiarazione di Almunia quando annuncia l'imminenza della trimestrale, di cui non dà i numeri, le cifre dopo che anche il Fmi ha rivisto al ribasso (1,2%) la crescita italiana e invece in netto aumento il rapporto deficit-pil (3,5% quest'anno e addirittura il 4,3% nel 2006). Siniscalco non dice di più, del resto già all'inizio dell'incontro con la stampa c'è stato l'invito ad attenersi ai temi oggetto del G7 e del Fondo, quindi niente politica interna per Siniscalco e niente temi bancari per Fazio. Il ministro mette in evidenza che durante i colloqui bilaterali (con il direttore generale del Fmi, Rodrigo Rato, i vertici della Banca Mondiale) non si è parlato di conti pubblici, ma soprattutto di bond argentini, così come gli investitori istituzionali chiedono soprattutto «di Enel4 o Btp». «La sensazione che ho avuto parlando negli incontri bilaterali - aggiunge Siniscalco - è di una normalità dell'Italia, considerata un pezzo dell'Europa che complessivamente ha un problema di bassa crescita e mancanza di investimenti che va oltre la congiuntura, con una distribuzione della ricchezza che si concentra sulle classi più anziane, tradizionalmente meno propense al rischio». Siniscalco chiarisce che la trimestrale metterà in luce anche che lo scostamento delle previsioni attuali arrivate da Fmi e Commissione Ue ("abbastanza in linea» dice) sulle stime di crescita e bilancio «dipendono in misura quasi uguale dalla minore crescita e dalle revisione operate da Eurostat», l'Istat dell'Unione che ha messo sotto esame gli ultimi bilanci consegnati dall'Italia. Secondo le ultime stime la crescita italiana è rivista al ribasso rispetto alle previsioni del Governo di settembre scorso(2,1% nel 2005 e 2,7% nel 2006) sia dalla Commissione Ue sia dal Fondo. Bruxelles prevede un pil in aumento dell'1,2% quest'anno e un deficit al 3,6% del pil. Sostanzialmente analoghe le stime del Fondo, che prevede un deficit al 3,5%. Pessimismo sulle stime per il 2006: la crescita non dovrebbe andare oltre l'1,7% per l'Ue e il 2% per Washington, mentre il deficit-pil è atteso rispettivamente al 4,6 e al 4,3 per cento.
Massimo Ricci

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