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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:46

Cala il pressing in Borsa su Rcs. Smentite avances Fininvest

Il presidente onorario del gruppo editoriale Cesare Romiti ha bollato come «congetture senza fondamento» le voci su un possibile ingresso di Fininvest dopo l'operazione di cessione del 17% di Mediaset
ROMA - Si allenta il pressing su Rcs. Dopo gli scenari più disparati sull'ingresso di nuovi soci ipotizzati dagli operatori di mercato, che hanno portato ad una lunga serie di rialzi, oggi il presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli ha chiarito che non è previsto nessun cambiamento nel patto di sindacato. Parole che hanno prodotto, come reazione a Piazza Affari, un allentamento della pressione sulle azioni. Nessuna richiesta di ingresso, ha confermato il presidente onorario del gruppo editoriale Cesare Romiti che ha anche bollato come «congetture senza fondamento» le voci su un possibile ingresso di Fininvest dopo l'operazione di cessione del 17% di Mediaset.
Il titolo Rcs, dopo i rialzi degli scorsi giorni per dieci sedute consecutive, ha subito oggi dunque una pesante correzione (-3,46% a 5,157 euro) «con la speculazione in uscita», come commentano gli operatori.
Bazoli, presidente di Intesa che detiene una partecipazione del 2,9% per un valore di carico di 73,6 milioni e che è anche nel patto con il 5,2%, oggi ha sgombrato il campo da tutti i dubbi: «Negli ultimi due anni si è consolidato questo gruppo di azionisti, rafforzato in modo apprezzabile e apprezzato da tutti», ha sottolineato. «Il management - ha aggiunto - ha attribuito un ruolo presidenziale e super partes a un grande professionista. Ripeto quello che è stato detto da altri partner: non sono in vista ulteriori cambiamenti» nella compagine.
La conferma che non ci sarebbe nessun cambiamento in vista nel Patto di sindacato dell'editore del "Corriere della Sera" è arrivata anche dal presidente onorario di Rcs Mediagroup Cesare Romiti: «Non c'è nessuna richiesta, non mi risulta», ha risposto in merito a possibili ingressi di nuovi soci. Riferendosi poi in particolare a un ipotetico interesse di Finivest, che può contare nelle casse ora oltre 2 miliardi di euro dopo la cessione del 17% di Mediaset, Romiti ha tagliato corto: «Si tratta di congetture senza alcun fondamento». «Secondo l'ultima legge Gasparri - ha spiegato Romiti - mi pare che sia previsto un limite fino al 2010 per il controllo reciproco fra giornali e televisioni».
Ora dunque l'attenzione è tutta puntata per l'assemblea del 4 maggio, in cui verrà tra l'altro ridefinito alla luce della nuova governance anche l'attuale consiglio di amministrazione, ed è previsto il passaggio di testimone tra il presidente uscente Guido Roberto Vitale e Piergaetano Marchetti, già presidente Rcs Quotidiani.

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