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Statali verso lo sciopero generale

E' evidente il rischio di un blocco dell'intera stagione contrattuale, nel pubblico impiego e nel settore privato. A lanciare l'allarme sono le categorie degli statali, che chiedono a Cgil, Cisl e Uil di valutare la loro vertenza in un quadro più generale
ROMA - E' evidente il rischio di un blocco dell'intera stagione contrattuale, nel pubblico impiego e nel settore privato. A lanciare l'allarme sono le categorie degli statali, che chiedono a Cgil, Cisl e Uil di valutare la loro vertenza in un quadro più generale. Una sollecitazione che arriva alla vigilia dell'incontro di domani con i leader Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta, e Luigi Angeletti per fare il punto della situazione e decidere quali le iniziative mettere in campo. Insomma, la situazione è talmente preoccupante, dopo oltre 15 mesi dalla scadenza del contratto, - secondo le quattro sigle sindacali (Fp-Cgil, Fps-Cisl, Uil-Fpl e Uil-Pa) - da imporre un'analisi che va oltre la vertenza del settore (di tutto rilievo, comunque, interessando oltre 3 milioni di lavoratori). D'altronde, una mobilitazione non limitata al solo pubblico impiego sembra non escluderla lo stesso Pezzotta. «E' chiaro che se non si apre la trattativa - ha affermato - il sindacato sarà costretto a mettere in campo un' iniziativa molto larga, non è possibile mortificare uno strumento primario dell'azione sindacale come la contrattazione», ha affermato il numero uno della Cisl.
Le categorie oggi hanno diffuso un comunicato unitario dove lamentano la mancata convocazione del tavolo, nonostante gli impegni assunti dal governo. Non solo: «Ad aggravare la situazione - rilevano - si sono aggiunti gli interventi di Confindustria e un susseguirsi di proposte di singoli esponenti o consiglieri tecnici del governo sull'opportunità di accompagnare la trattativa per il contratto a quella sul nuovo modello contrattuale». Nel mirino dei sindacati, dunque, anche la proposta illustrata dal consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta, di chiudere il contratto, aprendo contemporaneamente il confronto per la riforma degli assetti contrattuali. Il rischio sempre più evidente - è, appunto, la loro tesi - è che la posizione del governo e della Confindustria «preludano al blocco dell'intera stagione contrattuale». Nella riunione di domani, dunque, è possibile si pongano le premesse per arrivare ad uno sciopero generale, considerando anche la situazione di sostanziale stallo della trattativa per i metalmeccanici. Esplicito in questo senso il segretario della Fp-Cgil, Carlo Podda, secondo il quale se si conviene sull'analisi di un blocco dei contratti, pubblici e privati, la risposta non può che essere generale. Ma anche il segretario della Fps-Cisl, Rino Tarelli: «Abbiamo di fronte una questione che interessa tutto il mondo del lavoro dipendente. Il fatto di aver messo in Finanziaria risorse per il contratto inferiori alle previsioni dell'inflazione attesa è una scelta politica. Mi auguro che la riunione di domani dia luogo ad iniziative che possano portare ad una risposta più generale». Più cautela dal numero uno della Uil-Fpl, Carlo Fiordaliso. «Le confederazioni devono attivarsi per rimettere in piedi i tavoli. Se poi tutti dovessero darsi alla macchia, è chiaro che andranno valutate iniziative più incisive», ha detto chiedendo anche alle regioni di far sentire la loro voce.

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