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Credito agli stranieri: braccio di ferro Bankitalia-Ue

La Commissione europea è decisa ad andare fino in fondo nella prova di forza con Banca d'Italia sulla questione dell'apertura del mercato creditizio italiano
BRUXELLES - La Commissione europea è decisa ad andare fino in fondo nella prova di forza con Banca d'Italia sulla questione dell'apertura del mercato creditizio italiano.
Lo ha ribadito Oliver Drewes, portavoce del commissario ue al mercato interno, che ha respinto l'accusa - mossa da una parte della stampa - secondo cui Bruxelles agirebbe in concertazione con le potenti banche olandesi e spagnole, protagoniste delle cronache finanziarie di questi giorni. «Non c'è un qualche genere di accordo tra la Commissione europea e le due banche per permettere loro di entrare nel mercato italiano» ha puntualizzato il portavoce. «La Commissione» ha continuato «ha detto in più occasioni che spetta al mercato decidere». Su una cosa Drewes è stato però irremovibile: «Ci deve essere un mercato unico funzionante per il settore bancario e finanziario. Qui entra in gioco la Commissione. E' di questo che dobbiamo occuparci».
A controllare che in Italia il mercato possa effettivamente funzionare al riparo da indebite ingerenze, sarà il tandem formato dal commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy, e dal commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes, che agiscono in stretta collaborazione. Dal punta di vista tecnico, l'esame dell'Ops di BBva e dell'Opa di Abn Amro è ora in mano all'Antitrust Ue che ha 25 giorni di tempo per pronunciarsi. Il conto alla rovescia ha inizio dal momento della notifica delle operazioni alla Commissione, quindi scadrà il 3 maggio per gli spagnoli e il giorno successvo per gli olandesi. La luce verde su entrambi i dossier appare scontata. Una fonte comunitaria ha definito i casi «non problematici» dal punto di vista della concorrenza e ha ribadito che l'esecutivo Ue non ha intenzione di tollerare veti nazionali. «Su questo», ha spiegato, «la Commissione è molto unita e gode anche dell'appoggio del commissario italiano (Franco Frattini, ndr)».
La Banca d'Italia non potrebbe comunque eccepire nulla sulle due operazioni dal punto di vista della concorrenza, perchè tale profilo è di competenza esclusiva di Bruxelles.
Potrebbe, invece, bloccare i 'take over' invocando «ragioni prudenziali». Una possibilità concessa all'autorità di vigilanza nazionale dall'intreccio di due norme, l'articolo 16 della direttiva bancaria e l'articolo 21 del regolamento sulle fusioni e da esercitare entro 30 giorni di tempo. Se Palazzo Koch sceglierà questa via sarà scontro frontale con la Commissione europea.

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