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Rispettata la «tradizione»: a Pasqua è caro-benzina

«Astenersi dai rialzi» almeno sotto Pasqua. L'invito era arrivato appena due giorni fa dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che convocati al ministero petrolieri e gestori per affrontare l'allarme rincari, aveva chiesto uno sforzo per tenere sotto controllo i prezzi della benzina. Q8, Api e Total hanno aumentato i prezzi di benzina e gasolio. • Aumenti in vista per le bollette di luce e gas
ROMA - «Astenersi dai rialzi» almeno sotto Pasqua. L'invito era arrivato appena due giorni fa dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che convocati al ministero petrolieri e gestori per affrontare l'allarme rincari, aveva chiesto uno sforzo per tenere sotto controllo i prezzi della benzina. La sollecitazione del ministro non sembra però aver convito fino in fondo le compagnie. Alla vigilia del week-end festivo, proprio quando gli automobilisti sono pronti a mettersi in marcia sulla strada delle vacanze, altri due marchi hanno infatti ritoccato al rialzo il prezzo della verde, salita sopra la soglia degli 1,2 euro.
Anche se il record di 1,204 toccato tre giorni fa dalla Q8 non è stato superato, Api e Total hanno portato il prezzo consigliato ai distributori a un passo dalla soglia massima, cioè a 1,203 euro al litro. E gli stessi marchi hanno ritoccato anche il prezzo del gasolio, portandolo a quota 1,092 euro (anche in questo caso il record raggiunto da Q8 a 1,093 rimane pertanto imbattuto).
L'appello per la tregua non è così stato accolto da alcune compagnie che, con qualche giorno di ritardo, hanno registrato l'impatto delle impennate del petrolio: nelle ultime settimane il greggio ha bruciato record su record, arrivando fino a picchi massimi di 58 dollari al barile (anche se nelle ultime 48 ore ha rallentato la sua corsa). In occasione dell'incontro a Via Veneto, il ministro aveva sottolineato che di fronte agli aumenti del petrolio sulle piazze internazionali è molto difficile aspettarsi che il prezzo della benzina possa rimanere stabile. «Però - aveva al contempo osservato il ministro - la misura delle variazioni dipende da diversi fattori su cui ho richiamato l' attenzione» di petrolieri e gestori.
Alla luce degli ultimi ritocchi rilevati dall'osservatorio dello stesso ministero delle Attività produttive, l'incontro del 23 marzo sembra però essere stato solo interlocutorio, in attesa di azioni che il tavolo intende mettere in campo per arginare i prezzi. Nel frattempo però gli autotrasportatori, alle prese quotidianamente con il caro gasolio, hanno deciso di prendere iniziative. La Fita-Cna, l'associazione delle imprese dell'autotrasporto, ha presentato una denuncia all'Antitrust accusando le compagnie di operare in regime di cartello, concordando quindi l'andamento dei listini. Le società che distribuiscono carburante, afferma la Fita, hanno infatti «proceduto ad un stesso simultaneo e ripetuto aumento e/o diminuzione dei prezzi». Gli aumenti, spiega ancora l'associazione, «si verificano tutti nello stesso giorno o nei giorni immediatamente successivi o precedenti rispetto a quello in cui le 'concorrentì alzano o abbassano i prezzi e generalmente comportano un perfetto allineamento dei listini». Un comportamento che «contrasta con la disciplina sulla concorrenza».

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