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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:20

Malgrado i saldi il commercio boccheggia

Nonostante i super sconti post natalizi si conferma un trend che dura da oltre un anno, le vendite al dettaglio sono risultate in "rosso": -2,5% rispetto all'anno scorso
ROMA - Non c'è saldo che tenga. Anche a gennaio, nonostante i super sconti post natalizi e confermando un trend che dura quasi ininterrottamente da oltre un anno, le vendite al dettaglio sono risultate in "rosso": un -2,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e un -0,2% su dicembre 2004. Una performance negativa sulla quale oltretutto, paradossalmente, hanno pesato in larga misura le vendite non alimentari, tradizionalmente obiettivo dei saldi-people, che sono scese del 3,1% contro il -1,8% del food.
Secondo l' Istat il calo delle vendite è il risultato di una flessione manifestatasi sia nelle vendite della grande distribuzione (-0,6%), sia nelle vendite delle imprese operanti su piccole superfici (-3,9%). Le imprese della grande distribuzione hanno registrato una diminuzione tendenziale dell'1% per le vendite dei prodotti alimentari e un incremento dello 0,8% per quelle di prodotti non alimentari. Le imprese operanti su piccole superfici hanno fatto rilevare variazioni negative sia per i prodotti alimentari (-4,7%), sia per i prodotti non alimentari (-3,9%). Riguardo alle diverse forme di vendita della grande distribuzione, sono stati registrati incrementi tendenziali del valore delle vendite per i negozi specializzati (+1,5%) e gli ipermercati (+0,2%); flessioni sono state invece rilevate per i grandi magazzini (-2,1%), i supermercati (-1,1%) e gli hard discount (-1%). Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, si sono registrate flessioni in tutti i gruppi di prodotti, ma le diminuzioni più consistenti hanno riguardato la voce "altri prodotti", che comprende gioiellerie e orologerie (-4,1%) e prodotti di profumeria (-4%). Le variazioni negative più contenute si sono invece verificate nei gruppi elettrodomestici, radio, tv e registratori (-1,8%).
«Oramai la crisi sta superando tutti i livelli di guardia - commenta il Centro Studi di Confcommercio - L'andamento sia delle vendite al dettaglio di gennaio che della bilancia commerciale di gennaio-febbrario con i Paesi extra Ue conferma il perdurare di una fase, avviatasi nel quarto trimestre 2004, di forte sofferenza della nostra economia». Il calo tendenziale delle vendite al dettaglio «è tanto più grave in quanto segue a 6 mesi di continua flessione per tutti i prodotti, alimentari e non, e sconfessa chi si attendeva finalmente un'inversione di tendenza».
Allarme, dopo la diffusione del dato da parte dell'Istat, anche in Confesercenti. Per l'organizzazione guidata da Marco Venturi infatti le vendite al dettaglio sono ormai «in caduta libera, spinte dal forte clima di sfiducia ormai consolidato tra i consumatori». Una caduta che, «senza un adeguato paracadute, rischia di far schiantare la distribuzione commerciale, prima di tutto piccola e media». Secondo Confesercenti dunque «la riforma fiscale non è bastata a mitigare la sfiducia degli italiani, così come non bastano i contenuti del provvedimento sulla competitività per ridare forza alle imprese: servono interventi per il futuro che prefigurino una progettualità, occorre utilizzare la deroga al Patto di Stabilità per rimettere in moto il Paese e non più riforme in favore dei redditi alti». Un'inversione di tendenza dunque che - per il vice segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini - pone all'ordine del giorno «l'urgenza del varo delle misure contenute nel piano di azione per lo sviluppo».

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