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Banchieri tentano cordata per sottrarre Bnl agli spagnoli

Proseguono i contatti e i tentativi per trovare una cordata italiana alternativa al Bilbao. Oggi l'attenzione si è infatti concentrata sulla possibilità che Unipol, in visita in Bankitalia, in accordo con il contropatto possa costituire un'alleanza
ROMA - Proseguono i contatti e i tentativi per trovare una cordata italiana alternativa al Bilbao. Oggi l'attenzione si è infatti concentrata sulla possibilità che Unipol, in visita in Bankitalia, in accordo con il contropatto possa costituire un'alleanza. A questa - secondo ricostruzioni pubblicate oggi dalla stampa - potrebbero unirsi anche le Generali che, ad ops dichiarata, cambierebbero fronte girando la propria quota alla compagnia bolognese. Al "fronte nazionale" che il Governatore starebbe cercando di realizzare e a cui starebbe lavorando molto intensamente Caltagirone, potrebbero unirsi i vari investitori vicini e sotto il 2%, da Emilio Gnutti («mi spendo per difendere l'italianità» delle banche, ha detto oggi) a Franco Macri, che ha voluto ribadire la propria posizione a favore dell' italianità della Bnl.
La compagine Unipol-contropatto impedirebbe così al Bbva di raggiungere l'obiettivo del controllo di Via Veneto. Della partita dovrebbe far parte, con un ennesimo repechage, anche il Mps. Anche se tuttora Rocca Salimbeni è incerta sul da farsi divisa tra i diversi orientamento politici degli azionisti di riferimento. Giovedì prossimo, proprio alla vigilia dell'attesa risposta di Fazio alla banca spagnola, potrebbero aversi comunque indicazioni più precise. Sono infatti in programma i cda di Unipol (che delibererà anche in base alle indicazioni maturate oggi) e quelli di Mps e Generali, anche in questo caso convocati per il 24 marzo. Oggi i vertici di Rocca Salimbeni e quelli del leone triestino sono rimasti, a quanto si è appreso, nelle loro rispettive sedi, mentre dal fronte delle Popolari (Emilia, Carige e Lodi), indicato come possibile alternativa nella costituzione di una cordata tricolore, non sono arrivate disponibilità più precise su un'eventuale coinvolgimento. Solo la Popolare Emilia Romagna ha ammesso che potrebbe esaminare un dossier precisando però subito dopo di non avere avuto contatti o richieste in tal senso. Per Lodi il cambiamento di fronte diventerebbe più ardito perchè lascerebbe sguarnito l'altro campo di battaglia, Antonveneta, sui cui a questi prezzi Capitalia non è disposta ad intervenire a meno della riproposizione dell'accordo con Abn Amro che però rappresenterebbe un dietrofront per Fazio. L'istituto lodigiano, inoltre, preferirebbe non venire coinvolto in un'operazione che vede protagonisti alcuni imprenditori-clienti, che sarebbero stati finanziati anche nell'acquisto di pacchetti Bnl. L'eterogeneità delle ipotizzate cordate italiane potrebbe comunque funzionare, ma a condizione che l'offerta del Bilbao non avvenga con gli spagnoli già in posizione di notevole forza (anche oggi, nonostante il ripiego in borsa dei titoli, è passato di mano poco meno del 2% della banca romana) e che il fronte del contropatto sia unito e convinto nel respingere l'ops, decidendo di mantenere un impegno nell'azionariato della banca o di girarlo compatto ad un unico investitore.
Nel caso delle Generali poi il presupposto cambiamento di alleanze non potrebbe prescindere, secondo alcuni osservatori, dal via libera del Governatore all'opa del Bilbao, che solo così la libererebbe dai vincoli con il Patto di sindacato che vincolano la compagnia ai baschi e a Diego Della Valle.

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