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Cresce il lavoro a tempo pieno, scende il part time

E' la fotografia del mercato del lavoro descritta dall'Istat nella «Rilevazione sulle forze lavoro nel quarto trimestre 2004»
ROMA - Nella media 2004 l'occupazione a tempo pieno ha registrato, rispetto al 2003, una crescita dell'1% (+189.000), mentre quella a tempo parziale ha segnato una flessione dello 0,9% (-25.000). E' la 'fotografià del mercato del lavoro descritta dall'Istat nella «Rilevazione sulle forze lavoro nel quarto trimestre 2004». Nel quarto trimestre dell'anno in corso il numero degli occupati a tempo pieno è aumentato dell'1,1% (+208.000 unità) in confronto allo stesso periodo del 2003. L'incremento ha sintetizzato - precisa l'Istat - «il progresso dei dipendenti con contratto di durata indeterminata e degli indipendenti in confronto al calo del lavoro dipendente a termine. Gli occupati a tempo parziale sono diminuiti del'1,4% (-41.000 unità). La discesa è stata determinata esclusivamente dalla riduzione delle posizioni lavorative autonome (-73.000 unità). Nel complesso, l'incidenza dell'occupazione a orario ridotto si è posizionata nel quarto trimestre 2004 al 12,8%, tre decimi di punto in meno rispetto ad un anno prima.

L'Istat, nella sua analisi, segnala inoltre come «con riguardo all'occupazione dipendente, la crescita su base annua del lavoro a tempo parziale, localizzata nel centro e soprattutto nel Nord-ovest, ha interessato la sola componente femminile la cui incidenza sul totale dei dipendenti è attestata nel quarto trimestre del 2004 al 24,7%». Sempre per quanto riguarda l'occupazione dipendente, la flessione del lavoro a termine si è concentrata sostanzialmente nel Centro e nel Mezzogiorno e ha riguardato esclusivamente la componente maschile e il settore dei servizi. Invece nella media del 2004 il lavoro dipendente a tempo parziale ha manifestato una crescita tendenziale dell'1,3% (+26.000 unità). Vi ha contribuito unicamente la componente femminile, in gran parte, il terziario. Il lavoro dipendente a termine è diminuito, invece, nella media dello scorso anno, rispetto al 2003, del 3,1% (-61.000 unità). Il calo ha interessato quasi esclusivamente gli uomini, mentre è risultato diffuso sull'insieme dell'intero territorio nazionale.

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