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Patto di stabilità, rinvio al prossimo Consiglio Europeo

L'Eurogruppo riunito a Bruxelles per trovare un'intesa sulla riforma del Patto di stabilità e di crescita, prima del vertice europeo di martedì e mercoledì prossimi. Sul tavolo una nuova bozza di riforma, presentata dal ministro del Lussemburgo, presidente di turno della Ue, Juncker. Siniscalco, ministro dell'economia: «Netto miglioramento rispetto alla precedente». Il ministro austriaco delle finanze Grass: «Inaccettabile così com'è»
BRUXELLES - E' cominciata in un clima di incertezza la riunione dei ministri delle finanze dell'euro zona, impegnati oggi a Bruxelles a trovare un'intesa sulla riforma del Patto di stabilità e di crescita, prima del vertice europeo di martedì e mercoledì prossimi.
Un accordo tra i ministri è tuttora possibile, ma è sempre più probabile che a mettere l'imprimatur sulla riforma del patto siano i capi di Stato e di governo della Ue. Sul tavolo dell'Eurogruppo c'è una nuova bozza di riforma, presentata dal ministro del Lussemburgo, presidente di turno della Ue, Jean-Claude Juncker. «Un netto miglioramento rispetto a quella precedente», ha commentato il ministro dell'economia Domenico Siniscalco, al suo arrivo al Consiglio. «Una bozza inaccettabile così com'è», ha dichiarato dall'altra parte il ministro austriaco delle finanze Karl-Heinz Grasser, che ha messo una pesante ipoteca sulla possibilità di un accordo: il via libera alla riforma richiede l'unanimità tra i 25.
«Se prevale il buon senso, troveremo un accordo oggi, se no gli aspetti tecnici passeranno al Vertice», si è limitato a dire Juncker. «Mi aspetto ulteriori progressi», gli ha fatto eco il commissario Ue agli affari monetari ed economici Joaquin Almunia. «Spero che il documento che porteremo al summit sarà abbastanza avanzato, ma l'accordo ci farà al summit», ha aggiunto Almunia.
Nè ottimista nè pessimista Gerrit Zalm. «Non scommetterei su un accordo oggi», ha messo in guardia il ministro olandese delle finanze, per il quale però «esiste una buona base, se c'è la volontà». Il ministro delle finanze tedesco Hans Eichel ha detto di sperare molto in una soluzione «consensuale», rimarcando che bisogna «tenere in grande considerazione il problema di fondo, che è quello di una bassa crescita in Europa e in Germania».
In modo inusuale, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet si è fermato brevemente con i giornalisti per ribadire che «la posizione della Bce non cambia», facendo riferimento all'assoluta contrarietà dell'Istituto di Francoforte ad una riforma che allarghi le maglie delle regole.
Sulla riunione dell'Eurogruppo, che sarà seguita nel pomeriggio da quella dell'Ecofin a 25, aleggia la polemica su Eurostat, che venerdì non ha convalidato i dati sui conti pubblici di Italia e Grecia. Siniscalco ha teso a smorzare i toni: «nessuna polemica e nessun fattore umano», ha replicato ai giornalisti che gli chiedevano del presunto coinvolgimento di Romano Prodi. «Il fattore umano è l'ultimo dei miei problemi», ha aggiunto Siniscalco. «Con Eurostat, vi è solo un non consenso su alcune riclassificazioni, in particolare di quella sulle Ferrovie». Ma «il tema è squisitamente tecnico», ha precisato il ministro, sottolineando che «faremo una consultazione su questo problema mostrando tutti gli argomenti a favore della tesi dell'aumento di capitale». Riguardo alla possibilità, adombrata dal presidente di turno dell'Ue, Jean-Claude Juncker, che la vicenda Eurostat possa in qualche modo «influenzare l'atmosfera» dell'Eurogruppo-Ecofin, Siniscalco ha precisato che la cosa non vale per lui. «Sicuramente non ritengo che questa vicenda, o questo comunicato stampa, sia tale da influenzare in alcun modo (i lavori, ndr), almeno non per me», ha risposto.

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