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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:21

Miur - Accordo per rilanciare made in Italy

Sono stati stanziati tre milioni di euro. L'accordo, triennale è specifico per il sostegno al settore calzaturiero e prevede interventi formativi per la qualificazione e la specializzazione degli operatori del settore
ROMA - Il rilancio di comparti che attualmente attraversano momenti di preoccupante crisi strutturale e congiunturale, con perdita di export, produzione e posti di lavoro, come quello calzaturiero. E' questo l'obiettivo del Protocollo d'intesa siglato oggi al ministero dell'Istruzione per la cui attuazione sono stati stanziati tre milioni di euro L'accordo, triennale e specifico per il sostegno al settore calzaturiero, è stato sottoscritto dal ministro Moratti, dal sottosegretario al Lavoro, Viespoli, dal vicepresidente di Confindustria per l'educatione, Gianfelice Rocca, dal vicepresidente dell'Associazione nazionale calzaturifici italiani (Anci), Vito Artioli e dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil.
«Risorse umane sempre più qualificate - ha spiegato la Moratti - faranno aumentare la competitività delle nostre imprese del settore calzaturiero sui mercati internazionali. Gli obiettivi prioritari di questo modello di intervento sono quelli di rendere organico ed effettivo il collegamento su scala territoriale tra istruzione, formazione professionale, lavoro e ricerca scientifica e tecnologica e di incentivare il processo di trasferimento dell'innovazione tecnologica e gestionale nelle piccole e medie imprese». Il ministro ha quindi auspicato che il modello di intervento definito con il protocollo di oggi possa trovare presto applicazione anche in altri settori come il tessile, il chimico, il meccanico e l'agro-industria.

L'intesa prevede un piano pluriennale di interventi per la qualificazione e la specializzazione degli operatori del settore calzaturiero (in particolare sui temi della qualità del prodotto e della sua commercializzazione, della politica di marchio, della delocalizzazione, dell'avvio di alleanze con altre imprese) e vedrà il coinvolgimento diretto di quelle Regioni dove esistono già importanti distretti industriali calzaturieri: Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Puglia e Veneto.

Le azioni del Piano saranno rivolte prevalentemente a giovani di 14-18 anni che accedono a percorsi di istruzione e formazione professionale ai diversi livelli, e a coloro che intendono ricevere una specializzazione approfondita e mirata presso i Poli formativi di istruzione e formazione tecnica superiore (ifts), ma sono indirizzate anche agli adulti occupati attraverso un collegamento con la formazione continua dei lavoratori e i relativi fondi interprofessionali. E' prevista, tra l'altro, la sperimentazione di un master internazionale nel settore della moda.
Le risorse nazionali e regionali saranno gestite in modo integrato, nel rispetto delle specifiche competenze e ulteriori finanziamenti saranno reperiti nel quadro delle misure a sostegno della competitività recentemente varate dal Consiglio dei Ministri. Tra le misure di accompagnamento inserite nel Piano formativo figura un progetto di mobilità formativa sud-nord e la costituzione di network tra enti e strutture di ricerca, per realizzare progetti mirati alla diffusione di tecnologie innovative di prodotto e di processo.

Il ministro Moratti ha sottolineato l'importanza delle attività di orientamento per gli studenti e a questo proposito ha espresso l'intento di coinvolgere 10.000 studenti entro il 2006, «anche dei licei, degli istituti d'arte e degli istituti tecnici industriali, e con la diffusione dei progetti riguardanti l'alternanza scuola-lavoro». Viespoli ha definito «rilevante il collegamento che si instaura tra politiche della formazione e mondo del lavoro» e Rocca ha aggiunto che la firma del protocollo «è una importante tappa per lo sviluppo del capitale umano e per la competitività in un settore del made in Italy, come il calzaturiero, duramente esposto alla concorrenza internazionale».
«Oggi - ha concluso Artioli - viene riconosciuto e valorizzato il ruolo centrale, formativo dell'impresa e, nel contempo, è confermata l'importanza delle risorse umane, del sapere e della tecnologia, per lo sviluppo della competitività dell'industria calzaturiera».

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