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Sciopero alla Fiat, corteo a Roma. Contestato Pezzotta

Per i sindacati c'è stato il 70 % di adesioni, per la Fiat: massimo il 36%. I lavoratori hanno sostato sotto la sede dell'azienda a largo Santa Susanna nella capitale gridando slogan: «Uniti nella lotta, il posto di lavoro non si tocca». Alta l'adesione dall'indotto di Melfi, i manifestanti potentini hanno contestato il leader della Cisl Pezzotta, che ha commentato: questi fischi sono il segno «del nulla nella testa di alcuni»
Fiat - Sciopero con corteo a Roma ROMA - Migliaia di bandiere dei sindacati di settore stanno sventolando per le strade di Roma nel lungo corteo nazionale dei lavoratori dell'azienda Fiat.
Una manifestazione organizzata da Fim, Fiom, Uilm, Fis-Mic che chiede di non dismettere la Fiat dal territorio nazionale, il rilancio dell'azienda in tutto il paese, la tutela dei posti di lavoro e la fine della cassa integrazione per centinaia di lavoratori. Gli operai sono arrivati a Roma da Termini Imerese, Torino e Mirafiori, Molise, Lazio e da altre regioni dell'Italia. In tanti casi, i manifestanti sono accompagnati dai propri rappresentanti istituzionali come il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e il presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo che sfilano nel corteo insieme con i propri concittadini.
I lavoratori hanno sostato sotto la sede della Fiat a largo Santa Susanna gridando slogan: «Uniti nella lotta, il posto di lavoro non si tocca».
La protesta è stata animata da fischi, tamburi e sfottò contro il governo e contro Luca Cordero di Montezemolo e da un megafono alla testa del corteo si ribadiscono le ragioni della manifestazione nazionale.

A MELFI 50% ADESIONE, NELL'INDOTTO 90%
Circa il 50%, secondo, i sindacati l'adesione allo sciopero dei metalmeccanici da parte delle maestranze dello stabilimento Fiat di Melfi. L'azienda, invece, ridimensiona il dato portandolo al 19%. Molto più alta, invece, la partecipazione alla giornata di protesta nelle 23 aziende dell'indotto, dove, secondo le organizzazioni di categoria, sì è raggiunto il 90%. Una decina i pullman che hanno portato a Roma circa 500 metalmeccanici per partecipare alla manifestazione nazionale.

PEZZOTTA, I FISCHI? SONO IL NULLA CHE STA NEL CERVELLO
«Il fischio è una compressione di vuoto che sta nel cervello di qualcuno e quando scende produce rumore». Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, appena sceso dal palco al termine del comizio conclusivo contestato da alcuni manifestanti, commenta così le contestazioni e fischi a lui indirizzati nel corso del suo intervento. Insomma, in estrema sintesi, questi fischi sono il segno «del nulla nella testa di alcuni». Già nel suo intervento, Pezzotta dopo aver ripreso la parola dopo l'interruzione ha accusato chi vuole rompere l'unità dei sindacato. «Chi vuole rompere l'unità - ha detto - se ne assuma la responsabilità. Noi continuiamo nel nostro impegno e nella nostra battaglia unitaria».
E un richiamo all'unità è arrivato anche con le battute conclusive del comizio. «Noi crediamo all'unità - ha affermato con forza Pezzotta - C'è qualcuno che sta tentando di rompere. Lo sciopero è andato bene e ora bisogna aprire immediatamente un negoziato con la Fiat».

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