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In tutta Europa il fisco «ce l'ha» con i single

Lo evidenzia l'Ocse nel suo Rapporto sul prelievo fiscale dei salari. Molto meno tartassate le famiglie. Cresce in generale il prelievo fiscale
ROMA - Pesa come un macigno il fisco sui salari: tra tasse e contributi una grande fetta della busta paga non passa tra le mani dei lavoratori. Lo evidenzia l'Ocse nel suo Rapporto sul prelievo fiscale dei salari. Un trend, quello relativo alla tassazione, comunque da anni in calo un po' ovunque: in Italia e in altri 8 Paesi il cuneo fiscale si è ridotto - fa notare il rapporto dell'organizzazione parigina - almeno del 5% a partire dal '96. Calo che ha subito però nel nostro Paese, dopo sette anni consecutivi, una inversione di tendenza tra il 2003 e il 2004, con aggravi tra lo 0,3% e lo 0,5%. Sacconi spiega: è cambiato il reddito tipo della ricerca.
Tra contributi sociali e tasse in alcuni Paesi (Belgio e Germania) il salario è decurtato di oltre la metà. Ma l'Italia con il suo 45,7% (la percentuale del salario che lascia un lavoratore single all'erario) è a un rispettabile sesto posto. E a proposito di single, l'Ocse conferma che restano i contribuenti più tartassati nella maggior parte dei Paesi; più clemente invece il fisco con le famiglie.

IN 9 ANNI SI RIDUCE CUNEO, INVERSIONE TENDENZA IN 2004
Cala negli anni il peso di tasse e contributi sui salari: dal '96 al 2004 la tendenza è quella di una diminuzione per tutti i tipi di famiglie dei 30 paesi Ocse. Nel periodo considerato in nove paesi si possono rilevare «significative riduzioni del peso fiscale sui salari - si legge nel rapporto - che hanno superato i 5 punti percentuali per più di un tipo di famiglia», e tra questi Paesi figura anche l'Italia. Ma il costante trend di riduzione del peso fiscale sui salari segnala per l'Italia un'inversione di tendenza nel 2004 (la prima in 7 anni), dove il carico fiscale, tra tasse e contributi, è aumentato dello 0,3% nel caso di un single senza famiglia e dello 0,5% per una famiglia monoreddito con due figli. Il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi fa notare che l'aumento è dovuto all'incremento del reddito del lavoratore tipo utilizzato dalla ricerca.
«Anche in Italia - sottolinea - il peso fiscale negli anni è diminuito ed è ora inferiore rispetto alla media europea, mentre rimangono purtroppo particolarmente elevati i contributi previdenziali che solo una gestione rigorosa della riforma condurrà a ridimensionamento».

SINGLE OVUNQUE TARTASSATI, LORO RIFUGIO MESSICO E TURCHIA
Il fisco ha un occhio di riguardo per le famiglie: dall'Italia al Belgio, dall'Australia alla Svizzera, come anche negli Usa o in Germania i lavoratori senza famiglia pagano in proporzione più tasse di coloro che hanno moglie e figli. L'Italia si colloca al sesto posto per i single più tartassati e il carico fiscale sui salari, per un single, a parità di guadagni è di quasi il 10% in più rispetto ad una coppia monoreddito con due figli a carico. Tra tasse e contributi sociali un italiano single lascia al fisco il 45,7% del proprio salario lordo. Ma non è in tutto il mondo così: il carico fiscale tra single e famiglie è più o meno lo stesso (con oscillazioni di appena un punto percentuale) in Grecia, Messico, Nuova Zelanda e Turchia.

COSTO LAVORO, CONTRIBUTI E TASSE ANCORA UN MACIGNO
Pesa il costo del lavoro, tra tasse e contributi sociali, sui salari lordi dei lavoratori dei 30 principali Paesi industrializzati. In 1 Paese su 2 i contributi pesano per il 25% sul salario lordo. Prelievo alto, oltre che in Italia, Belgio e Germania, soprattutto in Svezia e Francia e Ungheria. Diversa la situazione in Messico e in Corea dove il peso fiscale (sempre tra tasse e contributi) sulla busta paga è inferiore al 20%. Per l'Italia - prendendo a riferimento sempre il salario di un lavoratore single - la torta del prelievo è così composta: 14% di tasse, 24,9% di contributi pagati dal datore di lavoro e 6,9% di contributi pagati dal lavoratore.

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