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A rischio le prime della Scala

Uno sciopero per la giornata del 22 febbraio, il blocco delle prestazioni straordinarie e la minaccia di scioperare, in mancanza di accordo, «su tutte le future prime rappresentazioni» sono le decisioni prese dai lavoratori del Teatro alla Scala
MILANO - Uno sciopero per la giornata del 22 febbraio, il blocco delle prestazioni straordinarie e la minaccia di scioperare, in mancanza di accordo, «su tutte le future prime rappresentazioni» sono le decisioni prese dai lavoratori del Teatro alla Scala nel corso di un'assemblea generale svoltasi oggi per esaminare e discutere sulla situazione dell'Ente.
I lavoratori hanno confermato «la preoccupazione di tutti sul momento delicato e critico che vive il Teatro sia sotto il profilo istituzionale che economico gestionale e organizzativo e rimarcato la sfiducia nei confronti dell'operato del Consiglio di Amministrazione che rappresenta, al di là delle scelte non condivisibili fatte nel corso di questi anni, una violazione degli equilibri istituzionali sui quali si regge l'autonomia della Fondazione».
Secondo le rappresentanze sindacali vi è poi «una lesione del sistema di relazioni sindacali nel Teatro. Alle rappresentanze dei lavoratori e alle OO.SS. è riconosciuto solo il ruolo di uditori di decisioni già prese. Tutto ciò - aggiungono - viola gli accordi contrattuali sottoscritti e anche gli impegni presi in occasione di incontri ufficiali con il Sindaco in qualità di Presidente della Fondazione».
«Da tempo - sottolineano i lavoratori del Teatro - viene richiesta l'apertura di un confronto su quelli che sono i temi strategici per il futuro del Teatro: situazione economica e di bilancio, stato dei finanziamenti pubblici e privati, progetto artistico, modello organizzativo, Arcimboldi. Abbiamo assistito invece, da troppo tempo, ad un estenuante e mai chiarito conflitto istituzionale. In considerazione di tutto ciò l'assemblea ribadisce la necessità che si apra con il Consiglio di Amministrazione, prima che esso assuma decisioni, il tavolo di confronto richiesto».
L'assemblea ha anche dato mandato ai sindacati di organizzare «un'assemblea aperta alla città alla quale invitare rappresentanti delle istituzioni, forze politiche, rappresentanti del mondo della cultura, per discutere della grave situazione del Teatro e per difenderne il suo alto valore artistico, culturale e di bene pubblico».
A causa dello sciopero proclamato dai lavoratori scaligeri per martedì 22, salta anche la manifestazione, prevista per il pomeriggio, «Omaggio a Carlo Bergonzi», che è rinviata - ha avvertito il Teatro alla Scala - a data da destinarsi.

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