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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:15

Meridiana chiede lo stato di crisi

La compagnia di proprietà dell'Aga Kahn ha annunciato 192 esuberi su più di mille dipendenti: 30 piloti, 60 assistenti di volo e 102 lavoratori di terra. Il primo incontro con i sindacati è già fissato per giovedì 24 febbraio
MILANO - Le difficoltà del trasporto aereo continuano a mietere vittime. Dopo Volare e Alitalia anche Meridiana chiede lo stato di crisi. La compagnia di proprietà dell'Aga Kahn ha annunciato 192 esuberi su più di mille dipendenti: 30 piloti, 60 assistenti di volo e 102 lavoratori di terra. Il primo incontro con i sindacati è già fissato per giovedì 24 febbraio presso l'associazione industriale di Sassari. Se non si troverà un accordo i sindacati hanno deciso che a partire dal 28 febbraio inizierà uno sciopero del panino impedendo la distribuzione di snack e rinfreschi a bordo. Successivamente verrà convocata un'assemblea generale dei lavoratori per decidere altre forme di lotta. Ad aggravare la situazione l'annuncio che la società potrebbe avere un buco di 40 milioni legato ad operazioni su cambi. E' quanto accertato dai consulenti di Deloitte Italia e Ernst & Young, che hanno concluso una settimana fa una verifica sui conti del periodo 2000-2004 della società La società, che nel 2003 ha avuto 276 mila euro di utile e che attende una perdita per il 2004, non ha fatto commenti. «E' in corso una verifica sull'attività del responsabile finanziario. Non risulta peraltro che abbia compiuto illeciti», ha detto una fonte vicina alla compagnia sottolineando la solidità patrimoniale della compagnia aerea sarda.
«La squadra di esperti di Deloitte Italia e Ernst & Young Francia ha esaminato i bilanci dal 2000 al 2004 e ha trovato perdite per 40 milioni di euro negli ultimi tre anni per operazioni speculative che invece avrebbero dovuto servire per coprire inflazione e cambio con il dollaro», spiegano fonti vicine ai due consulenti.
Meridiana potrebbe compensare la perdita in questione con utili da altre operazioni in derivati, spiega la fonte. La vicenda è iniziata a metà dicembre, con una lettera del presidente del presidente del collegio sindacale Matteo Caratozzolo al presidente del Cda di Meridiana. Nella lettera, Caratozzolo quantifica le perdite relative a 2002, 2003 e 2004 in 39,6 milioni di euro. Secondo l'accertamento dei revisori, le perdite nette sono state 8,969 milioni nel 2002, 18,679 milioni nel 2003 e 11,932 milioni nel 2004 fino al 9 dicembre. Le verifiche di Deloitte e E&Y hanno precisato meglio e parzialmente corretto questi importi.
La verifica ha anche evidenziato mancati accantonamenti per il rischio derivati. Secondo le prime indicazioni la perdita non pregiudica la solidità patrimoniale dell'azienda. Tuttavia, in questi casi le sorprese sempre possibili. Il fatto che, quasi contemporaneamente, la compagnia ha annunciato esuberi pari al 20% circa del personale lascia temere il peggio.

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