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Arredamento: crisi in Puglia e Basilicata

Il triangolo d'oro del mobile imbottito -tra Matera, Altamura e Santeramo in Colle (Bari)- verso il declino. Sindacati: persi 2.500 posti di lavoro
ANCONA - L'industria dell'arredamento in Italia trova la sua espressione più forte in tre distretti di Marche, Puglia e Basilicata. Distretti forti, nocciolo duro del made in Italy, che però non sono stati estranei a momenti di difficoltà e che oggi vivono sotto l'incognita della concorrenza cinese.
Quanto alle Marche, il settore del legno e del mobile registra nelle Marche un leggero miglioramento in termini congiunturali nel IV trimestre 2004, secondo l'Indagine trimestrale del Centro studi di Confindustria Marche, realizzata in collaborazione con il gruppo Banca delle Marche.
Se la produzione industriale regionale ha registrato nel IV trimestre un calo produttivo dell'1,7%, in linea con l'andamento nazionale in cui c'è stato un calo del 2,7%, a livello settoriale sono il legno-mobile (+1,5%) e il settore dei minerali non metalliferi (+4,4%) gli unici a registrareun aumento produttivo superiore alla media regionale. Una migliore perfomance si registra per il legno-mobile anche nelle vendite del trimestre, con +0,1% nel mercato interno e +5,9% in quello estero.
CGIL PESARO, ANCORA FORTI DIFFICOLTA' PER IL SETTORE DEL LEGNO
Più preoccupata è l'analisi del settore dell'Ufficio Studi della Cgil Pesaro, che ha analizzato le ore di Cassa integrazione nel IV trimestre 2004, fornite dall'Inps, per la provincia pesarese, dove ha sede il distretto mobiliero. «I segnali sono complessivamente positivi per il tessuto produttivo locale -spiega la Cgil Pesaro in una nota- ma permangono ancora forti difficoltà per il legno-mobile».
Nella provincia di Pesaro e Urbino le ore di cassa integrazione salariale autorizzate nell'industria nel corso del IV trimestre 2004 sono state complessivamente 143.332, di cui il 96% di Cig ordinaria e il 4% di Cig straordinaria, con una flessione del 19,6% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Un dato positivo che si scontra proprio con quello del legno-mobile.
«Torna a crescere la cassa integrazione nel settore del legno-mobile -scrive la Cgil Pesaro- nel quale sono state autorizzate 45.425 ore di Cig ordinaria (+64% rispetto allo stesso periodo del 2003). Si tratta di un segnale particolarmente preoccupante, infatti, nel IV trimestre si tocca il picco più alto di ricorso alla Cig di tutto il 2004, mentre per altri settori i segnali di ripresa cominciano ad essere più visibili».
DISTRETTO PUGLIA-BASILICATA REAGISCE A CONGIUNTURA NEGATIVA
In Italia la culla della produzione del mobile imbottito in pelle è a cavallo tra la Puglia e la Basilicata, nel cosiddetto triangolo d'oro tra Matera, Altamura e Santeramo in Colle (Bari). Il comparto è leader nel mondo per il divano in pelle anche per la presenza del colosso Natuzzi, quotato a Wall Street, e primo produttore nel mondo. Ai tempi d'oro il sistema locale ha prodotto un fatturato di due miliardi di euro con un'occupazione di 14 mila addetti ma negli ultimi tempi la situazione è di diffusa difficoltà.
Secondo i sindacati materani dal 2002 al 2004 sono sparite cento aziende nel distretto e l'occupazione è scesa a 11.500 addetti. Le aziende sono in difficoltà soprattutto per il super-euro e per la concorrenza cinese. La supervalutazione dell'euro ha messo in ginocchio le esportazioni negli Stati Uniti dove, per restare sul mercato, si continua a vendere allo stesso prezzo degli scorsi anni ma in termini economici il super-euro comporta minori introiti. Un altro fattore di difficoltà, nella congiuntura economica di per sè già sfavorevole, è la concorrenza dei nuovi competitors tra cui la Cina che in forza di un più basso costo del lavoro riesce a piazzare lo stesso prodotto ad un costo più basso.
Le ultime fiere internazionali di Colonia e di High Point, in Carolina, hanno confermato l'ascesa della Cina. Il distretto però regge. Le Regioni Basilicata e Puglia stanno concordando un percorso comune per sostenere le aziende del distretto con incentivi alla formazione ma soprattutto hanno bussato alle porte del governo (e nello specifico alla task force per l'occupazione di Gianfranco Borghini e al ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano) per ottenere un programma di sostegno all'export e incentivi per la ristrutturazione del debito.
Le Regioni lamentano che le risposte non sono state pari alle attese e ufficialmente il primo ed anche ultimo confronto con la task force risale ad aprile del 2004. Il distretto, pur in assenza di interventi dall'alto, sta comunque reagendo al momento di difficoltà e mantiene il passo sul mercato internazionale. La ricetta per la competitività è la diversificazione dell'export e dei mercati esteri che rappresentano la domanda del mobile imbottito made in Murgia, l'area che corrisponde al distretto appulo-lucano.
AZIENDE PUGLIESI E LUCANE PUNTANO SU EUROPA E INDIA
Le aziende del distretto della Puglia e della Basilicata stanno puntando maggiormente sull'Europa e meno sugli Stati Uniti e sul mercato nordamericano. In Europa la quota di mercato più consistente è quella del Regno Unito. Si sta aprendo anche un possibile mercato in Russia. Proprio in questi giorni, inoltre, per iniziativa dell'Istituto per il commercio estero di Puglia e Basilicata e dell'Assindustria di Bari sono in Puglia alcuni operatori economici di India, Nuova Zelanda ed Australia, potenziali nuovi mercati.
Gli operatori economici di questi tre Paesi hanno presentato un appetibile mercato con fasce di reddito medio-alto che richiedono un prodotto di qualità e quindi il made in Italy. In India, in particolare, non esiste un sistema industriale locale in grado di assecondare il fabbisogno del mobile imbottito mentre cresce invece la classe sociale a reddito medio e a reddito alto che nei prossimi anni alimenterà il mercato dell'importazione di divani in pelle.
Potenzialmente 170 milioni di abitanti dell'India (il 15 per cento della popolazione complessiva indiana) sono il target di possibili nuovi clienti del divano prodotto sulla Murgia. La diversificazione del mercato estero può portare anche altri vantaggi perchè l'attuale concentrazione dell'export in America e in Europa per l'85-90 per cento del totale alimenta la concorrenza interna al distretto.

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