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Sciopero a sorpresa, Malpensa e Linate ko

Mattinata di inattesi disagi agli aeroporti lombardi a causa dell'improvvisa astensione dal lavoro degli addetti Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. • Ue, domani in vigore nuova carta dei diritti dei passeggeri
• Assistenti di volo Alitalia, ancora nessuna convocazione
MILANO - E' stata una mattinata di passione quella di oggi negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa: senza alcun preavviso i lavoratori di terra della Sea, la società di gestione, hanno scioperato dall'inizio del servizio alle 9, creando il caos. Centinaia di viaggiatori in attesa di partire sono rimasti temporaneamente bloccati, senza sapere nemmeno la durata della protesta che è stata duramente stigmatizzata dall'azienda che parla di «fatto molto grave» e di «violazione delle regole».
L'astensione dal lavoro è terminata di colpo, così come era iniziata, solo quando i prefetti di Milano e di Varese, rispettivamente Bruno Ferrante e Alfonso Pironti, hanno convocato le parti. Ma le conseguenze sono state comunque inevitabili: 11 voli sono stati cancellati a Malpensa (7 dei quali della Lufthansa diretti a Francoforte, Monaco di Baviera, Vienna e Strasburgo) dove si sono verificati i disagi maggiori con lunghe code ai check-in, e ritardi consistenti, fino a un paio d'ore e più, si sono accumulati per molti velivoli in attesa di decollare nei due scali. A Linate aspettava di salire a bordo anche il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che doveva andare al Senato. La Sea ha informato puntualmente le persone presenti, ma non sapendo, senza colpa, la durata dello sciopero non ha potuto dare indicazioni precise.
Dietro l'agitazione si gioca una partita importante fra le rappresentanze sindacali e i vertici di Sea: le prime accusano i secondi di «aver preso una serie di decisioni unilaterali sui turni di lavoro e le ferie, di non aver assunto i dipendenti con contratti stagionali» e anche «di aver provocatoriamente licenziato, ieri sera, un addetto a un pallets, la piattaforma per il carico della merce, accusato di aver urtato un aereo e già sospeso».
Franco Brioschi della Filt-Cgil e Marco Caboni della Ugl-Ta parlano di «provvedimento spropositato» e ricordano che «due mesi fa era già stata licenziata una collega della sicurezza presumendo che una pistola passò i controlli senza essere individuata». «La protesta - hanno tuttavia affermato i sindacalisti - è stata spontanea: siamo stati avvisati dai colleghi che hanno incrociato le braccia e non siamo riusciti a fermarli».
Dario Balotta, segretario lombardo della Fit-Cisl, ha osservato che «è stato uno sciopero collegato agli atti unilaterali dell'azienda, sintomatico di un malessere diffuso fra i lavoratori». Anche la Cgil punta l'indice verso la Sea affermando che «da troppi mesi assume decisioni, con pesanti conseguenze sulle retribuzione e i diritti del personale, senza discuterle». Il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, «condanna gli scioperi che si svolgono fuori dalle regole e che non sono consentiti in una società civile e in uno Stato di diritto», ma auspica «da un lato il rispetto delle regole e dall'altro che non si rinunci a dialogare con i sindacati».
Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons che si chiede «chi risarcirà gli utenti-consumatori i cui diritti - sottolinea - sono stati calpestati».
Claudio Scarinizi

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