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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:51

Immobiliare: mercato fuori controllo

Il richiamo, forte, è della Banca centrale Europea, anche se gli operatori, in Italia, non vedono, «almeno a breve, alcun rischio di bolla per il mercato immobiliare»
ROMA - Cinque anni di corsa sfrenata, ora è allarme: i prezzi delle case rischiano di diventare «insostenibili». Il richiamo, forte, è della Banca centrale Europea, anche se gli operatori, in Italia, non vedono, «almeno a breve, alcun rischio di bolla per il mercato immobiliare». I prezzi delle case, in Italia, sono infatti più bassi rispetto a quelli di Francia e Gran Bretagna e, quest'anno, cresceranno di un modesto 4,1%, quindi - sostengono gli operatori - «poco più dell'inflazione» e nulla in confronto al +12% segnato nel 2004 ed al +45% dell'ultimo quinquennio. Il mercato, comunque, è destinato a crescere ancora: «non avendo altro settore in cui investire» gli italiani continueranno a puntare sul mattone.
«L'effetto congiunto dell'abbondante liquidità e della forte espansione del credito potrebbe indurre incrementi non sostenibili dei prezzi sui mercati immobiliari in alcune parti dell'area euro - avverte la Bce nel suo ultimo bollettino - La domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni continua a essere sostenuta, contribuendo alla vigorosa dinamica dei prezzi degli immobili residenziali». Affermazione questa che trova riscontro negli ultimi dati della Banca d'Italia, dai quali emerge che in dicembre 2004 le richieste di mutui hanno raggiunto livelli record attestandosi a 180 miliardi di euro, circa 30 miliardi miliardi in più rispetto all'anno precedente. A gettare acqua sull'allarme giunto da Francoforte sono gli operatori del mercato immobiliare italiano, convinti che «ci sia una scarsa percezione» del caro-prezzi, imputabile al fatto che il mercato è mosso ed alimentato soprattutto da coloro che vendono una casa per acquistarne un'altra. «Solo una piccola parte degli acquirenti è composta da famiglie che si affacciano per la prima volta al mercato, circa un 20% - spiega il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia - Il mercato è mosso da un notevolissimo ricambio interno dove la percezione del rialzo è scarsa perché si tende a vendere una casa che già si ha a 100 lire, per comprarne una a 130». Secondo Breglia, «la preoccupazione della Bce non è tanto l'aumento dei prezzi, ma il crescente indebitamento delle famiglie che, se i tassi torneranno a salire, potrebbero trovarsi nella condizione di non poter far fronte ai pagamenti». Nonostante il caro-prezzi, il mercato immobiliare continuerà comunque ad espandersi: «Negli ultimi cinque anni le quotazioni in Italia sono cresciute del 45%, pressoché in linea con il +40-60% registrato a livello europeo - aggiunge Breglia - L'aumento ora è rallentato, pur non registrandosi alcun calo o stabilità dei prezzi, ma la pressione dei consumatori continua ad essere forte: chi acquista lo fa turandosi il naso, compra nonostante i prezzi alti perché non ha altra alternativa in cui investire».
«Il mercato è attivo - sottolinea Guido Lodigiani del centro studi di Tecnocasa - c'è ancora interesse ma non ipotizziamo nessuna bolla per il mercato immobiliare italiano a breve», anche perché la crescita dei prezzi dovrebbe rallentare al +4,1%, con le quotazioni delle abitazioni dei centri storici delle città stabili visto che «ormai hanno raggiunto il picco».

CONTINUA IL BOOM MUTUI
Le lamentele sul carovita ed i prezzi del mattone da capogiro non spaventano gli italiani che, pur di comprarsi una casa, si indebitano sempre più. A dicembre 2004 - in base ai dati di Bankitalia - le richieste hanno raggiunto il livello record di 180 miliardi di euro, cioè 30 miliardi in più rispetto all'anno precedente. Nonostante la stangata giunta con la Finanziaria per la compravendita di prime case (i bolli sono saliti a 504 e 336 euro rispettivamente per compravendita prima casa dal costruttore soggetta ad Iva e compravendita prima casa da privato soggetta a imposta registro), gli italiani pur di coronare il sogno di essere proprietari non esitano a ricorre ai mutui, divenuti grazie ai bassi tassi di interesse sempre più appetibili.

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