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Cassa integrazione alla Fiat di Melfi

Ora s'attende l'incontro tra l'amministratore delegato, Sergio Marchionne e i ministri del Welfare, Roberto Maroni, e delle Attività Produttive, Antonio Marzano
TORINO - Sugli incontri di domani tra l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne e i ministri del Welfare, Roberto Maroni, e delle Attività Produttive, Antonio Marzano, pesa l'incertezza del confronto con Gm, ma anche il ricorso massiccio alla cassa integrazione, che coinvolgerà la prima settimana di marzo due stabilimenti finora rimasti abbastanza incolumi quali Melfi e Pomigliano.
Dal numero uno del Lingotto i due rappresentanti del governo potranno avere informazioni dirette sull'evoluzione dei rapporti con gli americani, sull'andamento e le prospettive della società torinese. Anche Piazza Affari attende novità e nell'incertezza il titolo della Fiat arretra dell'1,21% a 5,83 euro. Il Salone di Ginevra, in calendario dal 3 al 13 marzo (l'1 e il 2 sono previste le giornate stampa), potrebbe essere l'occasione per Marchionne e Richard Wagoner di incontrarsi: dovrebbe svolgersi in quell'occasione, infatti, lo steering committee tra Fiat e Gm, la riunione trimestrale del comitato di verifica sulle joint venture industriali.
Intanto, i sindacati sollecitano un incontro urgente con l'azienda e con l'esecutivo. Proprio domani a Torino i massimi vertici di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, parteciperanno all'assemblea generale dei quadri e delegati sul 'caso Piemontè a partire dalla crisi Fiat e dalle prospettive di Mirafiori.
Se l' incontro programmato tra Maroni e i vertici del Lingotto «significa che il governo darà una mano alla Fiat per sganciarsi da Gm è positivo, mentre se è per altre cose bisognerebbe discuterne anche con il sindacato», avverte Pezzotta che si dichiara «non ostile a un intervento del governo nel capitale». Per il leader della Cisl, il Lingotto deve pensare a partnership europee, ma senza tagli occupazionali.
«L'attesa prolungata genera incertezza e, insieme al ricorso massiccio alla cassa integrazione, fa pendere le previsioni verso il brutto tempo», osserva Giorgio Caprioli, segretario generale della Fim, mentre il numero uno della Fiom, Gianni Rinaldini parla di «situazione sempre più grave alla Fiat Auto». «Speriamo che Maroni vigili sull'uso della cassa integrazione - osserva Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese - e non si sperperino come in passato soldi dello Stato».
Lo stop della produzione interesserà dal 7 al 13 marzo tutti i 5.000 dipendenti di Melfi e i 4.500 di Pomigliano. «L'azienda ci spieghi il nuovo ricorso alla cassa integrazione», dice la Fiom della Basilicata, mentre i sindacati di Pomigliano parlano di «campanello d'allarme grave e preoccupante». I lavoratori di Mirafiori si preparano a fare sentire la loro voce al Gran Galà Olimpico di giovedì sera al Teatro Carignano di Torino: ai 500 vip invitati alla festa sarà distribuito un volantino-invito «al galà dei lavoratori Fiat che si terrà l'11 marzo a Roma per salvare con Mirafiori l'Auto italiana». Si mobilitano anche i presidenti delle Province, sedi di siti industriali Fiat, che costituiranno un coordinamento e chiederanno un incontro urgente alla presidenza del Consiglio.

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