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Bond - L'Argentina blinda il concambio

Tutti i blocchi politici che fanno parte della Commissione bilancio e finanze del Senato hanno espresso parere favorevole: non vi sarà una nuova offerta di concambio per i bond in default e il governo non potrà trattare con gli obbligazionisti
BUENOS AIRES - Tutti i blocchi politici che fanno parte della Commissione bilancio e finanze del Senato hanno espresso oggi parere favorevole in merito al progetto di legge inviato ieri al Parlamento dal governo, che stabilisce che non vi sarà una nuova offerta di concambio per i bond in default.
Lo hanno reso noto tutte le agenzie di stampa argentine.
Il progetto, che stabilisce inoltre che il potere esecutivo non potrà effettuare qualsiasi tipo di accordo con gli obbligazionisti che non aderiranno allo swap, e che dovrà adoperarsi per ritirare dalle borse i bond che non saranno entrati nel concambio, sarà dibattuto già oggi al Senato e, secondo le stesse agenzie, l'accordo di tutti i blocchi politici nell'ambito della Commissione fa prevedere che sarà approvato senza problemi.
IL PROGETTO PER BLINDARE IL CONCAMBIO
Questo il testo integrale del progetto di legge firmato dal presidente Nestor Kirchner e inviato oggi alle Camere per blindare l'offerta di concambio del debito argentino in default:
- Art.1: Senza interferire nella vigenza delle norme che risultino applicabili, i titoli dello Stato nazionale che hanno le condizioni stabilite dal Decreto n.1735 del 9 dicembre 2004, che non fossero stati presentati al concambio secondo quanto stabilito nel citato decreto, saranno sottoposti addizionalmente alle disposizioni della presente legge.
- Art.2: Il potere esecutivo nazionale non potrà, rispetto ai bond a cui si riferisce l'articolo 1 della presente, riaprire il processo di concambio stabilito nel decreto 1735/04 menzionato.
- Art.3: Si vieta allo Stato nazionale la realizzazione di qualsiasi tipo di transazione giudiziaria, extragiudiziaria o privata rispetto ai titoli a cui si riferisce l'articolo 1 della presente legge.
- Art.4: Il potere esecutivo nazionale dovrà, nel quadro delle condizioni di emissione dei rispettivi titoli e delle norme applicabili nelle giurisdizioni corrispondenti, ordinare gli atti amministrativi pertinenti e realizzare le gestioni necessarie per ritirare dalla quotazione in tutte le Borse e mercati di valori, nazionali o stranieri, i titoli a cui fa riferimento l'articolo precedente.
- Art.5: Il potere esecutivo nazionale consegnerà al Parlamento della nazione un rapporto che contenga i risultati del concambio e i nuovi livelli del debito e di riduzione dello stesso.
- Art.6: Senza interferire con quanto stabilito qui sopra, i bond dello Stato nazionale idonei in base a quanto stabilito dal decreto n.1735/04, depositati per qualsiasi causa o titolo all' ordine di tribunali di qualunque istanza, competenza e giurisdizione, i cui titolari non avessero aderito al concambio disposto dal succitato decreto o non avessero manifestato, in forma espressa, nelle rispettive attuazioni giudiziarie, la loro volontà di non aderire al menzionato concambio prima della data di chiusura dello stesso (25 febbraio, ndr.), secondo l'agenda stabilita dal ricordato decreto n.1735/04, saranno sostituiti, con tutti i diritti, da "Bond della Repubblica argentina alla Pari in pesos Step Up 2038", nelle condizioni stabilite per l'assegnazione, liquidazione e emissione di tali bond dal decreto n.1735/04 e sue norme complementari.
- Art.7: Si ratifichi il Decreto n.1735 del 9 dicembre 2004.
- Art.8: Si comunichi al potere esecutivo nazionale.
Capo del Gabinetto dei Ministri: Alberto Angel Fernandez.
Ministro dell'economia e produzione: Roberto Lavagna.

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