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7 milioni di atipici a rischio usura

A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre, secondo cui la norma sulla cessione del quinto «ha come obiettivo quello di agevolare i piccoli consumi dei lavoratori dipendenti. Ma proprio coloro che ne hanno più bisogno, ovvero i lavoratori atipici, ne sono esclusi
VENEZIA - Rischio usura per oltre sette milioni di lavoratori atipici, esclusi dalla norma in Finanziaria che estende ai privati la possibilità di ricevere in anticipo un quinto dello stipendio.
A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre, secondo cui la norma sulla cessione del quinto «ha come obiettivo quello di agevolare i piccoli consumi dei lavoratori dipendenti. Ma proprio coloro che ne hanno più bisogno, ovvero i lavoratori atipici, ne sono esclusi. In altre parole - sottolinea la Cgia - l'esercito degli oltre 7 milioni di lavoratori atipici presenti in Italia composti dai lavoratori a progetto, i part-time a termine, gli interinali, gli occupati a tempo determinato, etc. non possono accedere a questa opportunità».
«Nulla da fare, poi - spiega l'associazione degli artigiani - anche per chi ha, ad esempio, un contratto di lavoro dipendente inferiore ai quattro anni. Insomma, nessun finanziamento potrà essere richiesto dai lavoratori precari per sostenere le spese di piccole e medie entità come l'acquisto di un elettrodomestico o di un'auto, le spese per la manutenzione della casa». «Si tratta di un provvedimento beffa», per il quale «la cessione del quinto potrebbe valere per tutti coloro che hanno un contratto di lavoro di quattro anni. Mentre per tutti i precari con minore anzianità si potrebbe lasciare il sistema di finanziamento previsto dal codice civile prima dell'approvazione della Finanziaria 2005».

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