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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:25

«Il Mezzogiorno traina la crescita dell'Italia»

Lo ha detto con forza a Bruxelles la commissaria europea alla politica regionale Danuba Hubner, secondo cui gli indicatori economici relativi confrontati con il resto dell'Italia dimostrano che le regioni del Sud, tramite i fondi strutturali, hanno avuto un ruolo importante nella crescita e nelle sviluppo del Paese
BRUXELLES - Gli indicatori economici relativi al Mezzogiorno confrontati con il resto dell'Italia dimostrano che il contributo delle regioni del Sud, tramite i fondi strutturali, hanno avuto un ruolo importante nella crescita e nelle sviluppo del paese.
Lo ha detto con forza oggi a Bruxelles la commissaria europea alla politica regionale Danuba Hubner che domani sarà a Roma per una prima visita in Italia dove incontrerà i ministri degli affari esteri, Gianfranco Fini, dell'economia Domenico Siniscalco e il viceministro Gianfranco Miccichè. Hubner avrà anche un incontro con i parlamentari membri delle commissioni bilancio e affari europei.
Insomma, la commissaria europea, dati alla mano, ha spiegato che il Mezzogiorno ha avuto un ruolo trainante nell'economia.
Ecco le cifre. «Nel periodo 1996-2000 la crescita in Italia è stata di 1,9 punti, nel Sud di 2,1; nel 2001, per l'Italia 1,8 punti, per il Mezzogiorno 2,2; nel 2002, per l'Italia 0,4 punti, nel Sud 0,7».
Quanto al Pil procapite, ha indicato ancora Hubner, nei periodi 1996-2000, 2001 e 2002 per l'Italia era rispettivamente di 1,8 punti, 1,6 e 0,2 mentre per il Mezzogiorno si situava a 2,1; 2,3 e 0,9 punti».
Inoltre, ha aggiunto «la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno, all'interno del dato globale italiano, è passata dal 58% del 1999 al 51% del 2002». E' positiva la valutazione della commissaria sull'Italia. «Va bene - ha detto - l'utilizzo e la gestione dei fondi. Non c'è nessun problema, ha aggiunto, neppure per il 2004». Del resto, per la buon attuazione dei fondi la Commissione europea ha elargito all'Italia un ammontare supplementare di 1,282 milioni di euro da destinare ai programmi che hanno avuto maggior successo. Con questi aiuti aggiuntivi il pacchetto di finanziamento per l'Italia nel periodo 2000-2006 raggiunge 33,9 miliardi di euro.
Hubner ha anche spiegato che l'Italia è uno dei paesi europei in cui si è assistito «ad una crescita della gestione amministrativa. La capacità e la cultura amministrativa sono migliorate - ha sottolineato - e il sistema europeo è stato utilizzato non solo per i fondi strutturali ma anche per mettere in opera misure interne al paese».
Insomma, problemi sulla tavola sembrano proprio non esserci se si esclude il fatto che la commissaria preferirebbe evitare una «concentrazione alla fine dell'anno delle richieste di pagamento da parte dell'Italia. Questo è difficile da gestire per la Commissione in quanto si tratta di un volume importante».
Sul fronte invece del calcolo dei fondi strutturali, ha indicato Hubner, quando si esaminano i parametri dell'Italia sulla ricchezza nazionale si evidenzia il fatto che il livello di ricchezza è elevato. Non possiamo eliminare questo elemento - ha precisato - ma cerchiamo di cambiare il sistema in modo che l'impatto negativo relativo agli aiuti sia rivisto».
La commissaria ha ricordato infine, che per la futura programmazione finanziaria 2007-2013, ci sono «forti probabilità» in base alla stime attuali, che quattro regioni del Mezzogiorno - Puglia, Campania, Calabria e Sicilia - potranno continuare a beneficiare dei fondi strutturali europei per le aree economicamente più in ritardo nella grande Europa.
Da parte sua il viceministro, in vista dell'incontro di domani, sottolinea: «Le dichiarazioni del commissario europeo sulla capacità del nostro Paese di utilizzare i fondi europei sono per me motivo d'orgoglio e rappresentano un importante premio per il lavoro che le amministrazioni nazionali e regionali hanno svolto in questi anni».
Patrizia Lenzarini

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