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Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:09

Bce: «L'inflazione presto scenderà»

La Banca centrale europea, nel suo bollettino mensile, prevede nei prossimi mesi che l'inflazione nella zona euro continuerà ad attestarsi al di sopra del 2% per poi scendere, in assenza di ulteriori shock, nel corso del 2005, al di sotto di tale soglia. Allarme per «incrementi non sostenibili dei prezzi nei mercati immobiliari»
ROMA - L'inflazione nella zona euro dovrebbe, nei prossimi mesi, continuare ad attestarsi al di sopra del 2% per poi scendere, in assenza di ulteriori shock, nel corso del 2005, al di sotto del 2%. A sostenerlo è la Bce che oggi ha diffuso il bollettino mensile di gennaio. Secondo l'Istituto di Francoforte, infatti, «è probabile che nei prossimi mesi il tasso di inflazione continui ad attestarsi al di sopra del 2% malgrado il recente calo delle quotazioni petrolifere.
In una prospettiva di più lungo periodo, tuttavia, le informazioni disponibili -sottolinea la Bce- indicano che, in assenza di ulteriori shock avversi, l'inflazione armonizzata scenderà al di sotto del 2% nel corso del 2005. Inoltre, gli indicatori più recenti non segnalano l'accumularsi di pressioni inflazionistiche di fondo interne all'area dell'euro». La dinamica salariale, sottolinea l'Istituto di Francoforte, «rimane contenuta, a fronte della moderata crescita economica in corso e delle deboli condizioni dei mercati del lavoro».
PERMANGONO RISCHI A RIALZO PER STABILITA' PREZZI A MEDIO TERMINE
Le spinte inflazionistiche di breve periodo, pur restando presenti, rileva la Bce, «hanno di recente registrato una certa attenuazione, principalmente riconducibile al calo dei corsi petroliferi rispetto ai massimi di ottobre». Nello stesso tempo, aggiunge l'Istituto di Francoforte, «non si riscontrano al momento indicazioni significative dell'accumularsi di pressioni inflazionistiche di fondo interne all'area dell'euro». Nonostante ciò «permangono, tuttavia, rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi a medio termine, riguardo ai quali è essenziale rimanere vigili».
La Bce sottolinea la necessità di «evitare che gli attuali andamenti di breve periodo dell'inflazione al consumo incidano sulle aspettative di inflazione a lungo termine». La verifica incrociata con l'analisi monetaria, sottolinea la Bce, «conferma la necessità di rimanere vigili circa il concretizzarsi di rischi per la stabilità dei prezzi a medio termine».
RISCHIO INCREMENTI NON SOSTENIBILI DEI PREZZI MERCATI IMMOBILIARI
«Dati i passati rincari del greggio -rileva l'Istituto di Francoforte-, permane la necessità di evitare effetti di secondo impatto nell'economia attraverso la formazione di salari e prezzi. E' molto importante che le parti sociali mostrino un atteggiamento responsabile. Occorre, inoltre, seguire da vicino gli andamenti delle imposte indirette e dei prezzi amministrati».
Per effetti della sostenuta dinamica monetaria, rileva la Bce, «la liquidità presente nell'area dell'euro resta significativamente superiore a quella necessaria per finanziare una crescita non inflazionistica. Nel complesso, «emergono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi a medio-lungo termine». In alcuni paesi, inoltre, «l'effetto congiunto del notevole eccesso di liquidità e della forte espansione del credito potrebbe indurre incrementi non sostenibili dei prezzi nei mercati immobiliari».

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