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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:33

Stop ai treni dalle 21 di giovedì 10 febbraio alla stessa ora dell'11 febbraio

La protesta, dopo quella dei ferrovieri e macchinisti di base di domenica e lunedì scorsi, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sma, Ugl e Orsa, « contro la frantumazione del gruppo Fs e a sostegno della piattaforma unitaria»
ROMA - Ancora disagi nei collegamenti ferroviari il 10 e 11 febbraio prossimi. Si fermeranno infatti di nuovo i ferrovieri per uno sciopero di 24 ore, dalle 21 di giovedì 10 febbraio, alla stessa ora del giorno dopo. Lo riferiscono fonti sindacali.
La protesta, dopo quella dei ferrovieri e macchinisti di base di domenica e lunedì scorsi, è stata proclamata oggi da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sma, Ugl e Orsa, « contro la frantumazione del gruppo Fs e a sostegno della piattaforma unitaria», che verrà presentata il prossimo 27 gennaio all'assemblea di delegati e Rsu. Il nuovo sciopero dei ferrovieri è «a sostegno della proposte contenute in piattaforma per una ferrovia in grado di rispondere alle attese del Paese e per respingere l'idea di smantellamento dell'azienda. I ferrovieri si battono per gli investimenti, per la sicurezza, per la qualità e per la tutela del lavoro ferroviario» scrivono i sindacati in una nota unitaria.
«Non ci sono scorciatoie propagandistiche, come la ripresa del vecchio progetto già sonoramente bocciato di frammentazione societaria che sarebbe foriero di un netto peggioramento della quantità e della qualità del servizio. Le ferrovie si migliorano con gli investimenti e con le necessarie risorse e salvaguardando il patrimonio rappresentato dall'azienda pubblica e dal lavoro dei ferrovieri, che va valorizzato e coinvolto nei processi di cambiamento. Nessuno - affermano i rappresentanti dei lavoratori - può prendere a pretesto la sicurezza per portare ancora indietro il trasporto ferroviario, aumentandone il degrado con azioni che presentano una prospettiva di grandissima preoccupazione per il futuro».
Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Sma-Fast, Ugl e Orsa sono «in totale dissenso» circa l'ipotesi di uno scorporo di Rfi dall'assetto del gruppo. «Il ministro - scrivono ancora i sindacati - in carica ormai da quattro anni, non ha mai dato risposta alla necessità di dotare il Paese di un sistema ferroviario adeguato attraverso le risorse da destinare agli investimenti e, oggi riprende la vecchia idea di distruggere l'assetto dell'impresa FS attraverso la separazione societaria che prevede, nell'immediato, lo scorporo di RFI e, successivamente, le societarizzazioni nell'ambito di Trenitalia». «Il sindacato chiede da lungo tempo interventi precisi sul sistema dei trasporti in grado di riconoscere al trasporto ferroviario il ruolo fondamentale per lo sviluppo del Paese, e il Governo, fino ad oggi ha risposto solo con il taglio delle risorse che mettono FS in enorme difficoltà e con queste ultime decisioni annunciate sulla disarticolazione dell'azienda Fs. Alle pesanti responsabilità del Governo - proseguono le sigle sindacali - si aggiungono quelle del Gruppo FS che accetta in silenzio le decisioni del Governo sui tagli e sull'assetto del Gruppo».
«I vertici Fs, mentre tacciono sul piano di impresa, hanno prodotto un disastro nel sistema relazionale che non è sicuramente occasionale: la mancata attivazione delle sedi di confronto contrattualmente previste, le diffuse violazioni contrattuali, il ricorso crescente e ingiustificato al lavoro precario, non avvengono per caso e producono grande conflittualità».

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