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Credito al consumo: pugliesi e lucani i meno indebitati

Secondo dati della Banca d'Italia in Basilicata si ha un'esposizione media di 929 euro per abitante, mentre in Puglia 1.086 euro
BARI - Nel meridione sono lucani e pugliesi quelli che s'indebitano meno in prestiti personali e acquisti a rate: i primi hanno un'esposizione media verso banche e società finanziarie pari a 929 euro per abitante, i secondi 1.086 euro per abitante. Il dato emerge da una ricerca di Bipielle Ducato, la società di credito al consumo della Banca Popolare di Lodi, che ha analizzato gli ultimi dati di Banca d'Italia in tema di consistenze dei finanziamenti alle famiglie. I pugliesi sono al dodicesimo posto della graduatoria nazionale per indebitamento e al penultimo posto del meridione, seguiti solo dagli abitanti della Basilicata, terzultimi nella classifica nazionale.

La Puglia rappresenta il settimo mercato regionale per volumi di finanziamenti concessi, con 3,5 miliardi di euro concessi al 30 giugno 2004. Di questi 2,14 miliardi arrivano da banche e 1,34 miliardi da società specializzate nel credito al consumo, per un totale pari al 6% del mercato nazionale (fonte: Banca d'Italia).
Nel primo semestre di quest'anno si rileva in regione una crescita del credito al consumo superiore alla media nazionale: +21% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (fonte Assofin). A determinare quest'incremento ha contribuito certamente il traino dei prestiti personali che sono cresciuti del 57% nel primo semestre 2004.

I numeri della Basilicata, dicono che i suoi abitanti ricorrono raramente ai pagamenti rateali e ai prestiti personali. Il loro indebitamento medio è tra i più bassi d'Italia. Con 449 milioni di euro la regione è al terzultimo posto per valori assoluti di erogazioni, provenienti per 270 milioni dalle banche e 179 dalle società specializzate.
Stando ai dati dei primi sei mesi del 2004, la Basilicata incide sul mercato nazionale per una quota inferiore all'1%.
Nel primo semestre 2004 la crescita del credito al consumo della regione è stata +7% (fonte Assofin). Carte di credito e prestiti diretti sono stati i settori più dinamici.

In termini di consistenze il mercato italiano dei finanziamenti rateali ammonta a circa 56 miliardi di euro, di cui il 60% di ambito bancario e il restante 40% concesso dalle società finanziarie specializzate.
«Tra le regioni più propense e quelle più restie al credito al consumo - afferma Rodolfo Cavallo, direttore generale di Bipielle Ducato - esiste una forbice di quasi 1.000 euro per abitante, nonostante dalle nostre analisi socio-demografiche non emergano differenze significative tra regione e regione: una conferma del fatto che la penetrazione dei crediti rateali sia ancora in divenire. Gli stessi dati di mercato evidenziano come il settore del credito al consumo sia in costante crescita nel nostro paese con prospettive di incremento anche per il prossimo futuro: infatti ancora oggi l'esposizione delle famiglie Italiane è sensibilmente inferiore a quella che si registra nei principali paesi occidentali: in Italia il rapporto prestiti concessi/PIL è ancora inferiore al 10% rispetto a valori 3-4 volte superiori nei principali paesi europei».

Ma la minore propensione del credito al consumo non ha necessariamente valenza negativa, anzi, con un mercato del lavoro così precario è un segnale di sofferenza che non va eccessivamente spinto per non ritrovarsi con un numero ingestibile di debitori insolventi.

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