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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:31

«Straniero un frutto su quattro»

Basilico e salvia dal Marocco, clementine e ciliegie dall'Argentina, meloni dal Brasile finiscono col confondersi con le produzioni italiane. Cia: in declino l'Italia agricola
ROMA - Frutta e verdura "parlano", sempre più spesso, straniero. Sugli scaffali «un prodotto su quattro proviene dall'estero» e spesso, come nel caso dei pompelmi (uno su diecì è irregolare), non rispettano i limiti di legge. Ad evidenziarlo è la Coldiretti sulla base del "Programma nazionale 2004 di controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari" e in riferimento all'attività di controllo dell'Ispettorato Repressioni Frodi. Basilico e salvia dal Marocco, clementine e ciliegie dall' Argentina, meloni dal Brasile finiscono col confondersi, sempre più spesso, con le produzioni made in Italy anche perchè «una volta su dieci i prodotti esposti non risultano in regola con le norme sull'etichettatura». Un pericolo che può essere superato - spiega la Coldiretti - dal «primato sanitario» di cui gode la frutta italiana: è infatti «più sicura di quella importata come dimostrano i dati del Ministero della Sanità secondo il quale oltre il 98% è privo di pesticidi o presenta residui entro i limiti di legge». Secondo l'organizzazione agricola, quindi, «la maggiore presenza di prodotti alimentari made in Italy sugli scaffali dei supermercati è un contributo alla salute e alla ripresa economica del Paese e bisogna evitare il rischio che la grande distribuzione estera, presente in Italia, abbia rapporti commerciali privilegiati con fornitori stranieri a danno delle produzioni locali. Per questo - conclude - servono più controlli» e anche «l'ampliamento o l'apertura di nuovi supermercati» che forniscano «spazi adeguati alla commercializzazione di frutta e verdura locale».

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