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Bari - Innovazione digitale indispensabile per le imprese

Se ne è parlato nel corso di un seminario sull'innovazione digitale organizzato dal ministero delle attività produttive con l'Istituto promozione industriale (Ipi) tenutosi nella sede locale di Assindustria
BARI - Informatizzazione spinta, capacità di adottare miglioramenti continui, internazionalizzazione dell'azienda. Sono questi i tre scalini fondamentali su cui è basata l'innovazione digitale che è alla base per rimanere sui mercati. Se ne è parlato nel corso di un seminario sull'innovazione digitale organizzato dal ministero delle attività produttive con l'Istituto promozione industriale (Ipi) tenutosi nella sede dell'Assindustria.

La domanda fondamentale che ci si è posti è «cosa deve fare l'azienda per arrivare ad una innovazione di questo tipo». Innanzitutto poiché «non c'è in Italia un divario digitale tra nord e sud, ma tra medie e piccole imprese, laddove queste ultime non riescono anche per mancanza di figure professionali, ad usare il digitale - ha affermato Roberto Triola del settore tecnologie digitali di Confindustria - bisogna promuovere una cultura digitale-innovativa».
«L'innovazione - ha riferito il presidente della sezione terziaria avanzato di Assindustria Bari, Salvatore Vendola - vede in Italia un milione di specialisti impegnati nelle aziende, 1 milione e 700mila con compiti in questo campo, 3 milioni e 900mila che si distinguono per una certa attitudine e 6 milioni e 700mila con compiti che vanno incrementati nel settore. Tutte queste forze - ha concluso - insieme alle risorse dedicate all'innovazione digitale vanno adoperate perchè le piccole e medie imprese credano sempre più nel settore e investano di conseguenze».
Naturalmente i fattori esterni all'azienda hanno la loro influenza, dai servizi alle infrastrutture, alla politica economica che le istituzioni mettono in campo. Tutte queste cose insieme all'E-business contribuiscono a realizzare un ambiente dinamico in cui le aziende possono crescere.

Intanto per quanto riguarda il sostegno, il decreto 15-6 del 2004 ha istituito un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con una sezione speciale riservata proprio agli investimenti in tecnologie digitali.
«Nel decreto - ha evidenziato Cesare Nanni del Mediocredito spa - è previsto uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2004 e di altri 40 milioni di euro divisi tra il 2005 e il 2006». Il fondo serve a garantire i finanziamenti chiesti dalle piccole e medie imprese in ambito di innovazioni tecnologiche. «Lo stesso fondo - ha concluso Tonino De Santis della direzione incentivi del ministero delle attività produttive - si aggiunge ai bandi pubblicati nell'ambito della legge 388 del 2000 e che riguardano le incentivazioni in favore del commercio elettronico. Siamo al terzo bando - ha specificato - che dopo quelli riguardanti l'incentivo a raggrupparsi e l'entrata in automatico, riguarderà progetti effettivi finalizzati allo sviluppo per via elettronica delle transazioni che le imprese effettuano nei confronti di altre imprese, nonché dei consumatori finali nei mercati interni o esteri».

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