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Federindustria Puglia, al Sud non c'è domanda

«La dinamica negativa della domanda, ha determinato un indebolimento dell'attività di produzione per tutti i settori, con riflessi non positivi sull'occupazione»
BARI - Alla fine dello scorso dicembre «la consistenza del portafoglio ordini accumulato dalle imprese meridionali risulta ancora insufficiente soprattutto a seguito della persistente debolezza della domanda interna, ancora più incisiva per effetto delle contestuali difficoltà registrate da quella estera». E' l'analisi mensile dell' Osservatorio regionale pugliese banche-imprese, diffusa oggi.
«La dinamica della domanda, ancora prevalentemente negativa - è detto - ha determinato un indebolimento ulteriore dell'attività di produzione per tutti i settori, con riflessi non positivi sulla evoluzione dell'occupazione, che risulta in progressiva diffusa regressione. Continuano tuttavia ad essere positive, in tutto il Mezzogiorno, le attese per l'immediato futuro, sia per la domanda che per la produzione, anche se la quota degli ottimisti continua a subire, come ormai da alcuni mesi, una progressiva erosione, determinando, in alcuni casi, anche valutazioni previsionali negative».
Per quanto riguarda il livello settoriale, le imprese del comparto delle costruzioni risentono «ancora pesantemente della debolezza della domanda». E' «in lieve recupero», rispetto a novembre, il comparto tessile-calzaturiero mentre «l'industria in senso stretto, sebbene in lieve ripresa, risente ancora di situazioni non favorevoli sia riguardo alla domanda che alla produzione». «A livello regionale - prosegue l'Osservatorio - risultano ancora penalizzate da non sufficienti livelli di domanda le regioni di Abruzzo, Calabria, Campania, Molise e Puglia con qualche riflesso sia sulla produzione, ancora scarsamente dinamica, sia sulla manodopera, ancora in decremento. Viceversa appare relativamente più dinamica la domanda complessiva registrata dalle due isole, mentre la Basilicata continua a distinguersi per un positivo trend di tutte le variabili, seppur in presenza di qualche segnale di regresso per la domanda interna e la produzione».
L'indagine dell'Osservatorio - condotta in collaborazione con il comitato Mezzogiorno di Confindustria e con le Confindustrie delle Regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna - ha riguardato 570 imprese scelte «per le loro caratteristiche di leadership e/o di testimoni privilegiati e ha riguardato l'andamento dei parametri relativi alla produzione, ordini interni ed esteri, occupazione».

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